Bruxelles: Italia lumaca 600 giorni per le cause civili

L'Italia è penultima in Europa, con quasi 600 giorni, per la definizione di cause civili e commerciali in primo grado. Peggiora rispetto al passato (2010), quando di giorni ne bastavano 500 circa. E si conferma maglia nera per numero di cause civili e commerciali pendenti. Emerge dalla seconda edizione del Quadro di valutazione della giustizia Ue (focalizzata su giustizia civile, amministrativa e commerciale), presentanta dal vicepresidente della Commissione Ue Viviane Reding, che esprime «preoccupazione» per quei Paesi che, come l'Italia, si trovano «in basso» nella graduatoria. Parlando in generale, Reding spiega che «la giustizia ritardata è giustizia negata», e se si tratta di cause civili, commerciali e amministrative «scoraggia gli investitori» e «danneggia l'economia». Non a caso i risultati dello studio verranno usati anche nella preparazione delle raccomandazioni Ue per Paese e per i programmi di aggiustamento economico. di Gabriele Rizzardi wROMA La battaglia di Silvio Berlusconi per candidarsi alle prossime elezioni europee subisce la prima, pesante, battuta d'arresto. A far capire che sono ridotte a a zero le possibilità che il leader di Forza Italia, condannato in via definitiva per frode fiscale, possa correre per il Parlamento di Strasburgo è la vicepresidente della Commissione Ue e commissaria alla Giustizia, Viviane Reding. «Candidabilità? Non entro in questioni di livello nazionale. Ma la normativa europea è molto chiara su questo» taglia corto l'europarlamentare lussemburghese, che non vuole entrare nelle questioni interne ai partiti e cita il diritto Ue, che lascia alle leggi elettorali dei Paesi membri il compito di definire i criteri di eleggibilità. E la legge Severino, su questo punto, è chiarissima. La frecciata della Reding, però, non intimorisce il Cavaliere. E nel "Mattinale", che è la nota politica redatta dallo staff di Forza Italia alla Camera, si legge che Berlusconi aprirà le liste del partito in tutte e cinque le circoscrizioni italiane: «Volerlo impedire equivale a truccare il risultato elettorale, è un broglio preventivo, una sofisticazione alimentare del pane democratico». Poi, dopo lo stop della Commissaria Ue alla Giustizia, arriva la piccata replica di Daniele Capezzone: «Alle dichiarazioni della Reding, che definisce chiare le norme europee, noi rispondiamo che sono e saranno altrettanto chiari i ricorsi e le ragioni di Silvio Berlusconi». Forza Italia, insomma, fa quadrato intorno al suo capo e "Il Giornale" della famiglia Berlusconi continua la raccolta di firme lanciata da Daniela Santanché per sostenere l'ex premier come capolista e, soprattutto, per chiedere la grazia a Napolitano. Per il Cavaliere, comunque, quella di oggi sarà una giornata di attesa. La terza sezione penale della Corte di cassazione dovrà infatti decidere se confermare o meno i due anni di interdizione dai pubblici uffici disposti dalla Corte d'appello di Milano il 19 ottobre scorso. Si tratta della pena accessoria inflitta all'ex premier in relazione alla condanna a 4 anni (3 coperti da indulto) per frode fiscale. Ma, al di là dell'intenzione di Forza Italia di centrare la campagna elettorale su una esclusione «tutta politica», resta il fatto che alla candidatura del Cavaliere non ci crede nessuno o quasi. Che la direzione del vento sia cambiata lo dimostra anche la durezza con la quale il politologo americano Edward Luttwak, mai tenero con la sinistra, attacca il suo vecchio "amico" Silvio: «Chi oggi vota ancora per Berlusconi è una persona con nessuna etica, è come non avere la capacità di sentire la puzza. E uno condannato per frode fiscale puzza. Negli Stati Uniti un reato come quello di Berlusconi, la frode fiscale, come minimo lo portava in cella per 5 anni. E la questione dell'età non esiste. Berlusconi ha una fidanzata a 76 anni. Quindi può andare tranquillamente in prigione». Il Cavaliere si candiderà? «Berlusconi sarebbe incandidabile anche se fosse graziato perché la grazia non muterebbe lo status di incandidabilità ai sensi di legge» spiega il presidente della giunta delle Immunità del Senato, Dario Stefàno (Sel). ©RIPRODUZIONE RISERVATA