Milan, Seedorf si smarca: «Io non ho colpe»
MILANO Comunque si chiuderà la finora disastrosa stagione del Milan, all'inizio della prossima sarà ancora lui a guidare la squadra. Su questo Clarence Seedorf non ha dubbi, né ritiene di avere alcuna colpa del mancato decollo rossonero dopo il cambio in panchina. Ne consegue che le responsabilità sono di chi gli ha lasciato una squadra «in condizioni fisiche e mentali non buone», ossia Massimiliano Allegri. Quindi figurarsi se l'olandese si sente a rischio. «Se i risultati sono questi io non sono responsabile della situazione che si è creata – ha chiarito –. Ho un contratto e la fiducia della società che mi ha appena chiamato. Sono certo che la società assieme a me farà di tutto per costruire un Milan competitivo. Non è che il discorso mi irriti, non ne vedo la logica». Seedorf si domanda anche «quante volte un allenatore chiamato a metà stagione è stato mandato via nonostante un contratto di altri due anni». Ne aveva ancora uno intero Arrigo Sacchi, quando ha lasciato per la seconda volta il Milan dopo essere subentrato a Tabarez chiudendo il campionato all'11º posto, subito fuori da Champions e Coppa Italia. «Ma quella era un'altra situazione – ha tagliato corto l'ex centrocampista –. Sono venuto per finire la stagione al meglio ma principalmente per pensare al futuro. Con quest'ottica ci stiamo muovendo». Tanto che l'olandese vuole «preservare El Shaarawy per l'anno prossimo senza forzare il recupero» (quindi il Mondiale si allontana) e, pur senza parlare di investimenti, è certo che «tutti ci impegneremo per pianificare interventi precisi per tornare a essere competitivi. La società non è ferma». L'impressione è che Seedorf, forte del rapporto privilegiato con Silvio Berlusconi si senta saldo.