Alfano : «Forza Italia? Né carne né pesce»
di Gabriele Rizzardi wROMA «Alle prossime elezioni europee il vero voto inutile sarà a quei partiti, come Forza Italia, che non sono né carne né pesce». Benché la possibilità di riuscire a correre per le europee sia per Silvio Berlusconi pressoché inesistente, il solo annuncio di volerci comunque provare manda in fibrillazione il Nuovo Centrodestra. E Angelino Alfano lancia la sua campagna elettorale e non esita un solo istante ad attaccare il suo ex leader. «Quando Berlusconi parla di piccoli partiti, lui si trova in una situazione paradossale perché il suo è un partito più grande ma che non sa dove andare. Noi siamo più piccoli ma sappiamo dove andare». La risposta al ministro degli Interni, che prova a mettere il cappello sui provvedimenti annunciati da Renzi («Il taglio delle tasse è la nostra ricetta»), arriva direttamente da Berlusconi. «Ci sono gli elettori dei piccoli partiti ai quali va spiegato che frazionare il voto non è soltanto inutile ma dannoso. Dobbiamo contattare questi elettori e convincerli a votare per noi» dice il Cavaliere durante una telefonata a un club Forza Italia di Varese che gli offre l'occasione di tornare a scommettere sul voto anticipato. «Le prossime elezioni ci saranno tra circa un anno per necessità, a giudizio di tutti. In quel momento dovremo fare il grande salto. Possiamo vincere alla grande, da soli, e governare senza alleati» dice l'ex premier, che accusa la magistratura di aver reso possibili «quattro colpi di Stato» e arriva a ipotizzare la creazione di un partito anti-toghe: «Un partito di vittime della giustizia avrebbe un numero incredibile di voti, potremmo creare un partito a sé stante in coalizione con noi». Fantapolitica? Nell'attesa di conoscere la risposta, il Cavaliere sembra meno ottimista sulla possibilità di candidarsi alle europee e, come se la sua definitiva condanna per frode fiscale e la successiva decadenza da senatore non contassero nulla, torna a puntare il dito contro il Pd: «Purtroppo il vizio della sinistra, quando non riesce a vincere sul piano politico un avversario, è quello di riuscire a farlo fuori giudiziariamente». Il Cavaliere protesta ma a difenderlo, questa volta, non ci sono gli esponenti del Nuovo Centrodestra. «La sua candidatura non è un problema nostro» taglia corto Maurizio Lupi mentre per il renziano Davide Faraone la candidatura del Cavaliere «non è solo fuorilegge ma anche fuori di senno». Decisa a tentare il tutto per tutto è invece Daniela Santanché, che ha annunciato l'avvio di una raccolta di firme su un appello per chiedere al presidente della Repubblica la grazia per Silvio Berlusconi: «Servono milioni di firme per ripristinare la democrazia...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA