Asse Renzi-Hollande per la crescita
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il patto tra Roma e Parigi per costruire «un'altra Europa» viene stretto con una cravatta. «C'est di Gucci» dice Matteo Renzi, rompendo il ghiaccio, a François Hollande che lo accoglie all'Eliseo facendogli i complimenti per la scelta: «Bella» commenta. Nel nome di «un partenariato tra Firenze e la Francia positivo per l'Italia» (la storica maison Gucci appartiene dal 1999 alla Kering, impero di François-Henri Pinault), nasce tra il presidente francese e il premier italiano l'asse per un'Unione più flessibile, che punti su sviluppo e occupazione per battere definitivamente la crisi. «L'Europa ha bisogno di esser viva. Rispettiamo tutti i limiti dei trattati europei, ma il primo rispetto che dobbiamo ai padri fondatori è fare dell'Europa un luogo di cittadini e di popoli, non solo della tecnocrazia» osserva Renzi da Parigi nel giorno in cui, da Cassino, anche il presidente Giorgio Napolitano ricorda che l'unità europea «rimane la via maestra per progredire nel mondo globale» e per «prevenire e superare crisi come quella in cui da oltre cinque anni ci dibattiamo». Per il presidente del Consiglio è la prima tappa di un tour europeo che lo porterà domani a Berlino a colloquio con la cancelliera tedesca Angela Merkel e giovedì e venerdì a Bruxelles per il vertice dei capi di Stato e di governo. Con un messaggio: allentare la morsa del rigore, pur nel rispetto dei vincoli. Renzi lo ripete più volte: «Non ci sarà sforamento del tetto del 3%, nessuno: ma c'è un margine – tra il 2,6% e il 3% – che potremo eventualmente utilizzare» sottolinea durante la conferenza stampa che conclude l'incontro bilaterale con Hollande. È tempo però che qualcosa cambi: «Modificheremo il patto interno per consentire ai nostri figli di avere scuole degne di questo nome. Perché a noi sta a cuore la stabilità burocratica, ma di più quella delle aule dove si trovano i nostri figli». I vincoli, dice, devono essere «tutti rispettati», ma «pensiamo che si possa riflettere con la nuova Commissione europea su come aiutare i Paesi membri a insistere su crescita e lotta alla disoccupazione». La sintonia tra l'inquilino dell'Eliseo e il premier italiano è palpabile: «Non credo ci sia bisogno di convincere Hollande a cambiare verso – dice Renzi citando lo slogan della sua campagna per le primarie – Credo che ci sia condivisione sul fatto che i limiti vanno rispettati, ma compito della nuova Europa è ridurre lo spread tra cittadini ed istituzioni». La sfida, sottolinea, è «cambiare l'Europa insieme» e battere i populismi che montano alla vigilia del voto europeo e che potrebbero vincere se non si riporteranno i cittadini «a credere nell'Europa», ma «con più euro in tasca». Sono espressioni simili a quelle con cui Hollande saluta l'ospite, contenute in un opuscolo distribuito durante l'incontro: 12 pagine in cui si illustrano le relazioni tra i due Paesi e si sottolinea la «totale convergenza di vedute» in politica estera e, in particolare, sull'Ucraina. Renzi vuole «un'altra Europa», proprio come Hollande, «che lavora da due anni per cambiare l'orientamento delle politiche Ue». E L'Italia, che a luglio assumerà la presidenza, potrà essere protagonista «per dare impulso ai nuovi orientamenti» e far sì che l'azione si concentri su «crescita e occupazione». «Matteo arriva in un momento essenziale, alla vigilia del rinnovo del Parlamento. Francia e Italia devono far sentire la propria voce» sottolinea Hollande. Ci sono «condivisione delle priorità» e «molti punti in comune» tra le riforme annunciate da Roma e le scelte di Parigi: ridurre il costo del lavoro, modernizzare il mercato del lavoro nel rispetto del dialogo sociale, sottolinea il presidente. E c'è l'urgenza di combattere la disoccupazione, soprattutto quella giovanile, arrivata ormai «a livelli inaccettabili». ©RIPRODUZIONE RISERVATA