Filippi: «Mai preso tangenti da Maestri»

di Maria Fiore wPAVIA «Ma che tangenti, quei soldi erano per inserzioni pubblicitarie. E' stato fatto tutto alla luce del sole». Ettore Filippi, l'ex vicesindaco di Pavia accusato di avere intascato quasi 130mila euro in sei anni dall'imprenditore Dario Maestri per "seguire", affinché procedessero senza intoppi, le operazioni immobiliari di Punta Est e Cascina Scova, si è difeso così, ieri mattina, davanti al giudice Anna Maria Oddone. Poco meno di due ore di interrogatorio per spiegare le sue ragioni. Interrogatorio al quale Filippi si è presentato senza scorta. Il provvedimento del gip non prevedeva nessuna misura di accompagnamento o sorveglianza. Così l'ex vicesindaco ha percorso a piedi corso Cavour, dalla sua abitazione in centro, dove si trova ai domiciliari, fino in tribunale, salutando, anche se solo con un cenno della mano, qualche conoscente incrociato per strada. Filippi è arrivato con mezz'ora di anticipo all'appuntamento con il giudice e con il magistrato Paolo Mazza, che era previsto per le 11,30. Abito scuro, scarpe lucide e sul viso i segni di una notte insonne, è rimasto seduto davanti all'ufficio del gip ripassando l'ordinanza che lo accusa di avere manovrato politici e amministratori a vantaggio di interessi privati, in attesa che arrivassero i suoi legali, gli avvocati Giuseppe Roccioletti e Fabrizio De Sanna. E ai legali ha voluto affidare una sua dichiarazione, prima di entrare nell'ufficio dei magistrati: «Mi considero da 40 anni uomo delle istituzioni, ruolo che ho sempre onorato, anche quando sono stato costretto a pagare ingiustamente costi altissimi. Questa vicenda è una ulteriore grave prova che la vita mi chiama ad affrontare e che affronterò con dignità e con la certezza di dimostrare che nessun reato ho commesso. Ho un totale rispetto per la giustizia e la magistratura. Ho solo un sentimento di profonda tristezza per le amarezze che questa vicenda sta causando ai miei famigliari e amici». Da quanto è stato possibile sapere, l'interrogatorio ha riguardato quasi interamente i flussi di denaro sui conti correnti di Filippi, esaminati dalla finanza. Anche perché su questi versamenti si basa la contestazione di corruzione. Secondo l'accusa, quei versamenti sarebbero la prova di tangenti versate a Filippi per mandare in porto le due operazioni immobiliari di Punta Est e di Cascina Scova. In relazione a questo secondo intervento Filippi, quando era vicesindaco e assessore della giunta Capitelli, avrebbe fatto pressioni sugli uffici tecnici perché fossero rilasciati atti amministrativi in contrasto con il Piano regolatore. In particolare per sanare l'ampliamento di Cascina Scova con una piscina e un campo da calcio. Impianti sportivi abusivi, secondo la procura, e appunto sanati, nel 2008, in virtù di una convenzione con il Comune illecita, perché avrebbe dovuto garantire l'utilizzo pubblico delle strutture, mai invece assicurato. Maestri avrebbe risparmiato, in questo modo, oltre 175.500 oneri di urbanizzazione. «Mai preso tangenti, di quei versamenti ci sono tutti i riscontri e questo dimostra che non ho nulla da nascondere», avrebbe detto Filippi al giudice. Resta da capire perché Maestri, come riporta un testimone chiave, definisca Filippi «il mio dipendente, perché con quello che lo pago...». Dichiarazioni che hanno spinto la finanza ha ritenere che le fatture emesse a favore delle due società di Filippi, la Novo Mondo e la Euroeventi, fossero solo fittizie. La difesa ha giustificato quei versamenti come corrispettivi per la pubblicità su siti e giornali, ma risultano pagamenti anche quando la pubblicità per Punta Est era stata congelata, dopo che il caso era esploso in consiglio comunale, nell'autunno del 2011. Il 27 ottobre di quell'anno viene emesso, dalla Cortazza di Maestri, un assegno alla società Novo Mondo di Filippi. A novembre del 2011 c'è un altro assegno di 6.050 euro. A gennaio del 2012 arrivano alla Novo Mondo altri 5mila euro e a marzo del 2012 (pochi giorni prima del sequestro del cantiere) viene rintracciato un assegno di 6050 euro, sempre a favore di Filippi. I versamenti, cominciati nel 2007, proseguono fino al febbraio 2013, con un assegno della società Punta Est di 5.100 euro sempre a favore della società di Filippi.