Certosa, nasce il comitato per la tutela dell'abbazia

CERTOSA Un comitato scientifico con il compito di redigere un piano di interventi mirati per "risanare e utilizzare al meglio il monumento della Certosa". Il Comitato per la tutela e la valorizzazione del monastero va avanti nella sua battaglia per "restituire dignità all'intero complesso" e costituisce una consulta scientifica. Ne fanno parte Paolo Ferloni e Cristina Barbieri, università di Pavia, Fabrizio Borsa, politecnico di Pavia, Matilde Ferretto ed Eugenio Rossi, università Milano Bicocca ed Ezio Marra, università di Torino. «Proporranno suggerimenti tecnici utili a togliere il complesso monumentale dall'attuale stato di degrado – sottolinea Franco Maurici, coordinatore del Comitato –. La consulta dovrà dare un sostegno culturale per suggerire e sviluppare eventi, anche scientifici, da coordinare con gli altri enti museali e con gli atenei lombardi. Presto entrerà a far parte del gruppo tecnico-scientifico anche una docente dell'università di Milano, che si occupa di sicurezza, e che effettuerà un sopralluogo per poi redigere un piano di sicurezza da presentare al Ministero». Puntano ad una diversa gestione di questo bene architettonico i componenti del Comitato, «tutti volontari», precisa Maurici che ricorda le enormi potenzialità di un complesso immobiliare di 317000 metri quadrati che comprende, oltre alla chiesa e a due chiostri, edifici con una superficie lorda di pavimento di 38000 metri quadri, fabbricati rurali con una superficie di 2000 metri quadrati e un'area agricola di circa 30 ettari. «Un patrimonio che non può più essere lasciato abbandonato a se stesso», sottolinea l'esponente di Italia Nostra che ha da poco firmato un appello inviato al Ministro per i Beni culturali Dario Franceschini e al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ribadiscono la necessità di introdurre una biglietteria i componenti del Comitato che contestano anche la cifra di 120mila visitatori all'anno. «In un'intervista, registrata, rilasciata al Tg1 nel 2011 – afferma Maurici – uno dei monaci, quello che si occupava dell'emporio, aveva dichiarato che erano circa 750mila i turisti che annualmente venivano alla Certosa. In un verbale del Provveditorato alle Opere pubbliche invece si legge che il numero oscilla tra i 300mila e i 600mila visitatori. E' evidente che numeri certi possono arrivare solo dalla vendita dei biglietti». A stretto giro l'assessore comunale Marcello Infurna replica che «censimenti, allo stato attuale, non ne esistono. L'unica stima certa è quella che si ha dai dati del parcheggio – aggiunge -. In ogni caso sono disponibile, se mi si dovessero presentare numeri diversi, a fare un differente ragionamento sulla necessità dei biglietti». Stefania Prato