Tutti pazzi per i Momix Tornano i ballerini acrobati
PAVIA Sono sulla scena dalla bellezza di trentaquattro anni ma i Momix continuano a riempire i teatri, oggi come allora. Anche lo spettacolo Alchemy, che la compagnia teatrale di ballerini acrobati più famosa al mondo capitanata da Moses Pendleton porterà al Fraschini da oggi a domenica in quattro appuntamenti (stasera e domani alle 21 e domenica in doppia ripresa, alle 16 e alle 21), ha visto l'assalto al botteghino. I posti sono andati esauriti in men che non si dica, per i ritardatari sono disponibili solo biglietti in loggione. Al botteghino del Fraschini saranno però aperte liste d'attesa un'ora prima di ogni spettacolo. La storia del gruppo. Era il 1980 quando il coreografo americano Moses Pendleton si esibì ai giochi olimpici invernali con un assolo intitolato "Momix"in cui, vestito di bianco, con un paio di occhiali neri e un bastone, si muoveva al rallenty in un'atmosfera di chapliniana memoria, sfoderando davanti a un pubblico immobile un repertorio di effetti ottici e giochi di luce degno dei migliori illusionisti. In quell'occasione Pendleton dimostrò per la prima volta che, molti anni dopo, in un'intervista, avrebbe definito la sua verità: «Quando l'occhio è rapito da una alchimia di suoni, luci, colori e visioni, inizia a vedere cose che altrimenti sarebbe impossibilitato a vedere». Ed è su questo assunto - unito ad un innato talento per il senso del ritmo teatrale - che Pendleton ha costruito l'arte e la magia del "fenomeno Momix", longeva compagnia teatrale di ballerini-acrobati, nota nel mondo per i suoi spettacoli-opera di straordinaria bellezza ed inventiva, in grado di evocare mondi surreali con l'uso del corpo, delle luci, dei giochi d'ombra, dei costumi e degli attrezzi. Dal gusto di ricercare nuove forme e visioni, unito allo spirito funambolico, l'artefice dei Momix ha così fatto nascere le sue prime creazioni : E. C. (teatrino d'ombre, 1982), Skiva (evoluzioni sugli sci, 1984) , Medusa e Circe Walzer (acrobazie su struttura rotante, 1985), Stabat Mater (su trampoli, 1986). Nel 1992 con Passion, rapida carrellata di ventun quadri basati su musiche di Peter Gabriel, si è imposto all'attenzione internazionale. Sono poi seguiti Baseball, una girandola di vignette dedicate allo sport americano per antonomasia (1994), Opus cactus, ispirato alle suggestioni del deserto (2001), Sun Flower Moon che celebra i 25 anni di attività (2005), Bothanica (2009) e ReMix (2010). Il nuovo spettacolo. Ora in Alchemy - spettacolo dedicato al mondo minerale sulla scorta dei maghi alchimisti e ideale seguito di Bothanica che si ispirava al mondo vegetale, dei fiori e degli insetti . i protagonisti sono i quattro elementi primordiali (terra, aria, fuoco, acqua) assistiti nella loro affascinante evoluzione da antichi alchimisti che evocando gli spiriti, cercano l'elisir di lunga vita e la formula dell'oro. Portando il loro corpo alla totale trasformazione, i dieci ballerini-acrobati ridisegnano le forme della natura o si riducono al massimo dell'astrazione onirica, plasmati dalla fantasia di Moses Pendleton, che di ciascuno di loro fa un concentrato di agilità, leggerezza, doti acrobatiche e sensibilità di movimento. E non c'è da stupirsi che al centro dell'attenzione ci siano, ancora una volta, gli elementi naturali, perché se gli si chiede quale sia la sua prima fonte d'ispirazione, Pendleton risponde: «La mia bibbia è la Natura, la bibbia delle piante, degli animali, dei minerali». Aggiungendo: «L'arte e` qualsiasi cosa tu voglia fare creativamente. L'agricoltore porta tutte le mele che produce al mercato. Arte e` tutto quello che fai. Non ho mai pensato, del resto, di darmi all'arte della pura danza moderna. Per i Momix luci, suoni, scenografia, movimento sono allo stesso livello. Il nostro è un teatro visuale e fisico. Ballare vuol dire per noi creare immagini, creare qualcosa che visivamente ci metta in contatto con il pubblico. In questo senso, la nostra più che arte è spettacolo. Non vogliamo che lo spettatore si addormenti. Ha pagato per vederci e ci vuole una compartecipazione, far vedere qualcosa di giocoso senza seriosità eccessiva». Marta Pizzocaro