Berlusconi torna al Senato e attacca la "mafia" dei pm
ROMA Silvio Berlusconi torna per la prima volta in Senato da quando l'Aula, il 27 novembre dello scorso anno, si espresse a favore della sua decadenza da senatore. L'occasione è la presentazione a palazzo Giustiniani del libro "Il sangue di Abele", scritto da una deputata albanese di Forza Italia, la cui prefazione è stata curata dal Cavaliere e che offre la possibilità all'ex premier di poter rispolverare uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti: l'attacco all'ideologia comunista bollata come «criminale», «una malattia» o, peggio, «un viaggio dentro la menzogna». Berlusconi va giù duro con la convinzione che i comunisti in Italia «volevano prendere il potere con le armi ma Stalin non ha voluto», ma hanno preso il potere «dalla scuola, ai giornali fino alla giustizia». I giudici sono l'altro bersaglio a cui Berlusconi non risparmia le sue accuse. A rincarare la dose infatti ci pensa un video diffuso dal Fatto Quotidiano in cui il Cavaliere nel corso di un incontro con gli esponenti locali della Basilicata lancia un duro affondo ai magistrati, in particolare a quelli di Milano. Il pensiero dell'ex capo del governo corre al 10 aprile giorno in cui i giudici milanesi dovranno esprimersi sul suo futuro: «Dopo aver lottato 20 anni per la libertà sono qui a difendermi da una mafia di giudici che il 10 di aprile mi dirà se mi mettono in galera o se mi mandano ai servizi sociali». Il Cavaliere chiama in causa di nuovo Giorgio Napolitano a cui riferisce di aver illustrato, tramite «persone a me vicine», la propria situazione senza però sortire alcun effetto dal Colle che - accusa il Cavaliere - ha risposto picche non ravvedendo le condizioni per un intervento. «Hanno voluto farmi fuori - è la sintesi - e lo hanno fatto in una maniera determinatissima attraverso colpi di Stato». Insomma una serie di ragionamenti che ben rappresentano il suo umore assolutamente pessimista, riferiscono i suoi uomini, su ciò che deciderà il tribunale di Milano. Certo le battute non mancano, nè spunti di "alleggerimento". Nel video diffuso il Cavaliere torna a cimentarsi con un repertorio di barzellette e, prima di lasciare palazzo Giustiniani, manda una rassicurazione ai tifosi del Milan: «Non ho intenzione di vendere» la squadra. Meno felice, forse, sarà stata invece la sua fidanzata Francesca Pascale nel sentire il suo Silvio spiegare di non avere alcuna intenzione di convolare a nuove nozze (il gossip era ripreso a circolare in questi giorni) perché «sono troppo vecchio». L'obiettivo principale ora però è la riuscita della campagna elettorale per le europee. Il tema è ormai fisso nelle riunioni a palazzo Grazioli (un'altra è in programma domani) per mettere a punto il programma. I temi, granitici, sono quelli noti: meno rigore; no al vincolo del 3%; riforma dello statuto della Bce. Il nodo vero potrebbe essere rappresentato dalla composizione delle liste su cui diversi dirigenti azzurri sarebbero pronti a far sentire la loro voce ed il "peso" dei voti sul territorio.