Lungavilla, ora il rischio ambientale
di Roberto Lodigiani wLUNGAVILLA Il peggio sembra passato, dopo la grande paura delle ultime 48 ore, ma come in un film dell'orrore mentre si va lentamente risolvendo l'emergenza-inondazione, se ne apre un'altra con cui Lungavilla sotto choc deve fare i conti. Quelle chiazze di nafta e quei bidoni sospetti che galleggiano all'ex fornace Barbieri ancora inondata hanno indotto i vigili del fuoco di Voghera a sollecitare l'intervento dei tecnici dell'Arpa. Ieri mattina in via Roma, epicentro dell'inondazione, il sopralluogo dell'équipe guidata da Lia Maria Broglia, nel mirino un'azienda dismessa di palificazioni in cemento. «Attendiamo l'esito dei controlli e delle analisi sulle campionature e sui prelievi», si è trincerata senza sbilanciarsi. E' stato convocato anche l'immobiliarista vogherese Traversa, proprietario dei muri, il quale però ha spiegato di non sapere nulla sul tipo di attività svolto dalla ditta, nè sui materiali utilizzati. A vuoto finora i tentativi di rintracciare i titolari, che si troverebbero addirittura in Polonia. Il sindaco Martino Tizzoni emanerà oggi un'ordinanza per vietare l'uso dell'acqua dei pozzi privati (non di quella potabile) e dei prodotti degli orti; proibita anche la macellazione e il consumo degli animali da cortile. «Un provvedimento a scopo precauzionale – spiega Tizzoni, anche ieri in prima linea – per evitare qualsiasi rischio di contatto con sostanze inquinanti». In attesa di sviluppi, ci si può consolare con il lento ma costante miglioramento della situazione sul fronte allagamento. La parte sinistra della strada, dalla stazione verso il centro di Lungavilla, è ormai quasi asciutta, resta sommersa quella a destra, dove si trovano l'ex fornace e i Magazzini Generali (gruppo Gavio). Stanno riprendendo piano piano a funzionare anche gli scarichi fognari. Un primo respiro di sollievo per gli abitanti che da giorni vivono in un incubo. «L'acqua ha allagato il salotto e la cucina – racconta Angela Strada, che sta finendo di asciugare e pulire al piano terra della sua abitazione – I sacchetti di sabbia purtroppo li hanno messi quando il disastro era già successo». Ma via Roma - sempre chiusa al transito - è prodiga di riconoscenza per i pompieri e i volontari della Protezione civile giunti a Lungavilla da ogni parte della provincia, compresa Vigevano e che hanno presidiato la zona fino alle due dell'altra notte. Ancora in azione sei pompe idrovore per completare il prosciugamento. Era dal 1977, trentasette anni fa, che via Roma non viveva scene simili. Si poteva evitarle? Si poteva evitare che i fossi e le vecchie cave del parco palustre ora diventate laghetti tracimassero raggiungendo il paese? «Di certo – osserva Massimiliano Milani, coordinatore provinciale della Protezione civile – una scrupolosa pulizia e manutenzione dei canali di scolo avrebbe limitato le conseguenze». Il livello delle cave fa ancora paura. Ma se il bel tempo tiene, l'allarme finirà presto. ©RIPRODUZIONE RISERVATA