Ton Koopman suona Bach «Parla alla testa e al cuore»
PAVIA «Per me Johann Sebastian Bach è veramente un genio, è il più grande di tutti. E' come un attacco di cuore. La sua musica è una delle vette della creatività umana. Al tempo stesso parla al cuore e impegna il cervello. Quando la suono provo una grandissima felicità» dice Ton Koopman. Difficile etichettare il maestro olandese con un solo aggettivo: è musicista e musicologo, direttore d'orchestra e organista, clavicembalista e filologo. Di più: appartiene alla generazione storica dei grandi padri ai quali si deve la rinascita della musica antica. Tra i suoi autori preferiti c'è appunto Bach che conosce con una profondità eccezionale per aver inciso dapprima l'integrale del repertorio per organo, poi quella delle Cantate e poi praticamente tutto il resto. Il concerto di mercoledì sera al Fraschini sarà un'ottima occasione per ascoltarlo eseguire al clavicembalo tre Partite del genio di Eisenach, la n. 3 in la minore, la n. 4 in re maggiore e la n. 6 in mi minore. Koopman è musicista capace di interpretazioni di straordinaria istintività: «Per me - ha dichiarato - è molto importante creare una mistura tra quello che sento e quello che so. Sono convinto che la musica di Bach contenga il più perfetto equilibrio tra potenza intellettuale, matematica ed emozionale. Questa combinazione è vitale: cerco di eseguire la sua musica senza essere troppo sentimentale ma con profondità e sincerità emozionale». Settant'anni compiuti, Ton Koopman è stato allievo di Gustav Leonhardt per il clavicembalo e di Simon C. Jensen per l'organo; ha ricevuto, al Conservatorio di Amsterdam, il Prix d'Excellence per entrambi gli strumenti e contemporaneamente si è dedicato agli studi musicologici. La prassi filologica e gli strumenti originali hanno caratterizzato il suo stile esecutivo fin dagli esordi e l'amore per la musica barocca lo ha portato alla fondazione della sua prima orchestra di strumenti antichi all'età di 25 anni, nel pieno del fermento creativo della cosiddetta "autenticità in musica". Koopman ha infatti vissuto da protagonista il periodo ruggente della musica antica. Erano gli anni Sessanta e Settanta e il nuovo spirito filologico dall'Inghilterra dilagava in Europa, soprattutto attraverso i Paesi Bassi e l'Austria. Straordinarie personalità come Gustav Leonhardt, Frans Brüggen e Anner Bijlsma in Olanda o i tre fratelli Sigiswald, Wieland e Barthold Kuijken in Belgio o ancora Nikolaus Harnoncourt e René Clemencic a Vienna consacrarono le proprie energie e il proprio talento artistico allo studio e alla prassi esecutiva storica. «Una casa è fatta del materiale della sua epoca. Anche la musica, a mio parere, va interpretata con gli strumenti con cui veniva eseguita originariamente - rispondeva Koopman a chi gli chiedeva conto del suo percorso – . Il pubblico accoglie bene le nostre proposte ma non è merito tanto dello strumento in sé, quanto della bravura dell'esecutore. E qui il discorso vale per tutti i tipi di musica». Dieci anni dopo, nel 1979, quando il tempo pionieristico si è incanalato in quello della specializzazione e della professionalità, Koopman ha dato vita all'Amsterdam Baroque Orchestra e poi all'Amsterdam Baroque Choir con i quali ha proseguito fino a oggi la sua vocazione di instancabile ambasciatore culturale. L'ultima uscita discografica risale al luglio scorso con gli album conclusivi delle Cantate di Dietrich Buxtehude. «È stato un compositore straordinario che Bach conobbe quando aveva 20 anni e dal quale è stato influenzato - ha spiegato Koopman -. Su disco anni fa si trovavano solo le musiche per organo, adesso sono molto soddisfatto di aver colmato questa lacuna». Il concerto di mercoledì sera al Fraschini inizierà alle 21. I biglietti costano da 20 euro a 8 secondo il posto. Orari di apertura della biglietteria: dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 (da lunedì a sabato). Telefono: 0382/371214. (lu.s.)