Pensieri al castello aspettando il sabato

IVREA È l'ora di Alice Boni, Violetta 2014. Il lunedì mattina, quando l'abito su misura è ormai pronto, la Mugnaia si veste di tutto punto, con la spilla e il mantello, e si presenta agli obbiettivi dei fotografi. Location scelta è il castello di San Giorgio Canavese. Attesa nella sala dei melograni, set nel salone d'onore e negli appartamenti blu e poi fuori, nel parco, con il sole. E poi le interviste, il doversi raccontare con i tempi della cronaca. Il fermento La seduta fotografica in anteprima prevede soltanto immagini istituzionali. Nessun estro, nessuna variante, nessun guizzo di fantasia. Quello, gli obbiettivi dei fotografi, potranno coltivarlo nei giorni a venire, con Violetta tra la gente, quando il segreto sarà ormai stato svelato. L'Aiutante Lino Garello, Aiutante di Campo, è alla sua ultima campagna, la quinta con le braje bianche, la ventiduesima da quando è entrato nel gruppo che, in un certo senso, è cresciuto con lui. E Alice Boni sarà l'ultima sua Mugnaia. Capace di entrare subito in empatia, Garello ha sguardo e modi protettivi. Il garante Alberto Alma, presidente della Fondazione, è un purista della tradizione e la sua impronta è quella di qualificare e stringere su tutti gli aspetti storici della manifestazione per comporre tutte le parti della festa in un equilibrio dove ognuno abbia il suo giusto spazio. Anche lui, nonostante gli impegni di lavoro e la festa che incombe e che, per la prima volta ricadrà interamente sotto la sua responsabilità, non si perde questo momento. Stessa cosa per Gian Piero Frigo, a sua volta Aiutante di campo, poi Sostituto, organizzatore e adesso nel consiglio di amministrazione della Fondazione, con il compito di cercamugnaie. La mamma Tiziana Cascio è stata la prima a condividere con Alice il segreto della Mugnaia. Sono state loro che hanno parlato con i rispettivi uomini per capire se il sogno di Alice sarebbe diventato realtà. Tempo di riflettere per qualche giorno, poi, come accade in questi casi, una solenne riunione di famiglia con Alfredo Boni e Alberto Idone. E poi il via libera, l'impazienza, la voglia di raccontare il flusso di emozioni insieme alla freddezza di non arrivare a farlo, con mamma Tiziana che ammonisce: «Mai dire qualcosa in proposito. Noi negheremo sempre e comunque anche dopo il giorno delle fotografie, fino al sabato sera». Pensieri che si rincorrono Vita normale fino all'ultimo e, nel prepararsi davvero, quando ormai la macchina è lanciata a folle velocità con il motore acceso mantenere un minimo di normalità. Pioggia di immagini di Carnevale, dalla foto del 1985, in braccio al Sostituto Gran Cancelliere Giuseppe Mondino alla piazza, con la divisa dei Tuchini. Tra i pensieri di eterna riconoscenza per l'esempio proposto e l'amore dimostrato c'è sempre quello del nonno, Ottavio Cascio, il primo ad aver fatto vivere il Carnevale alle donne di famiglia. Ne parla come di un padre eclettico e curiosissimo Tiziana Cascio, che da lui ha appreso una spiccata vena artistica e considera lo Storico carnevale come uno stimolo inesauribile proprio per i colori e la complessità, e ne parla come un nonno dolcissimo Alice, che ricorda le tante storie raccontante in innumerevoli pomeriggi passati a zonzo in città. Gli uomini di famiglia Alberto Idone, il Toniotto, a Londra per ragioni di lavoro, è costretto a perdersi la seduta fotografica al castello. Ma la linea scelta dagli uomini attorno ad Alice è quella del basso profilo. Bassissimo. Ci sono, sono vicino a lei, ma è Alice la protagonista. «Alice è una persona caparbia e decisa, sa quello che fa - la descrive Alberto - E io sono vicino a lei e, in questi giorni di preparativi, sono quello pronto ad offrirle un punto di vista diverso sulle cose. Ai genitori di Alberto, il segreto di Violetta è stato svelato quindici giorni fa. «Siamo andati a casa loro un venerdì - ricorda - appena io sono rientrato da Milano. Loro si stavano mettendo a tavola e gli abbiamo mostrato l'invito per la serata al Giacosa. Mio padre e mia madre ci hanno guardati, senza capire: "Conosciamo la Signora?" Ci hanno messo qualche istante per rendersi conto che si trattava di Alice». Felicità.