Italia, la maledizione del quarto posto
L'operazione last minute stavolta non è riuscita. Lo slalom che a Vancouver regalò all'Italia ormai quasi con le valigie pronte l'oro salva-spedizione, a Sochi lascia solo l'amaro: e il titolo olimpico con un ultimo turno da giocare, ma senza chance, rimane un tabù. Certo a Stefano Gross, bolzanino di 27 anni, magari l'impresa di salire sul gradino più alto del podio come fece il suo compagno di nazionale Giuliano Razzoli nel 2010 non sarebbe riuscita. E il bronzo sfumato non avrebbe comunque spostato troppo l'ago della bilancia italiana. La medaglia era però a portata di mano perché, terzo dopo la prima manche, Gross ha buttato via quel po' di vantaggio nel finale della seconda restando ai piedi del podio. Quarto posto, e terzo ‘legno' in un solo giorno per gli azzurri che, alla vigilia della conclusione ha maturato otto quarti posti. Due, prima di Gross, erano arrivati dallo snowboard: nello slalom parallelo Corinna Boccacini e Aaron March hanno perso la small final per il bronzo e ancora tutti giù dal podio. Una maledizione che qui a Sochi ha rincorso gli azzurri: quarta Karin Oberhofer nel biathlon, stesso posto per il team di pattinaggio di figura, e ancora nello sci appaiate dallo stesso destino Daniela Merighetti e Nadia Fanchini, in combinata nordica il bronzo di Vancouver è diventato legno anche per Alessandro Pittin. I quarti posti restano medaglie mancate (qui peraltro in numero pari ai podi conquistati): e così l'Italia a quota otto (tre argenti e cinque bronzi) scivola al 22esimo posto lontana un bel po' dai paesi di neve e ghiaccio. Il rammarico nel finale arriva proprio dallo sci che non ha espresso tutte le sue potenzialità: tolto Christof Innerhofer, che con la doppietta argento-bronzo, ha chiuso da big i suoi Giochi, il resto ha deluso. Proprio nello slalom: Patrick Thaler fuori, che pure in coppa del mondo qualche cosa l'aveva fatta vedere, già alla prima manche. Manfred Moelgg è uscito alla seconda, e l'eroe di Vancouver, Razzoli, ha chiuso in linea con le sue ultime stagioni. Ko nella seconda manche, ma già fuori tempo massimo alla prima. Gross ha illuso che almeno un altro bronzetto poteva arrivare, ma alla fine chiude a cinque centesimi dalla medaglia, a +0.88 dal neo campione olimpico, Mario Matt, 34 anni. Ed è doppietta Austria: argento infatti Marcel Hirscher, dominatore in coppa del mondo, apparso spacciato dopo la prima manche col nono tempo, ma protagonista di una super rimonta che lo ha portato alle spalle del compagno di nazionale. L'Italia sognava comunque di superare la soglia delle 5 medaglie vinte a Vancouver: e c'è riuscita portando via due argenti con Innerhofer e Arianna Fontana, e cinque bronzi, uno dello stesso sciatore, due dell'azzurra dello short track, quello di Armin Zoeggeler nello slittino, quello storico della staffetta mista del biathlon e la perla di Carolina Kostner sul ghiaccio. Il neo premier Matteo Renzi, nel giorno del giuramento prima di insediarsi a Palazzo Chigi, ha chiamato il presidente del Coni Malagò per fare comunque i complimenti alla squadra: «Vi aspetto quando tornate». Ma la casella oro resta a zero: non succedeva da 34 anni, Lake Placid 1980, zero titoli e appena 2 argenti. A Sochi nessun lampo dell'ultimo minuto.