Ponti, danno da 20 milioni ai camionisti

di Marianna Bruschi wPAVIA Due metri e venti. E' lo spazio tra le barriere anti tir. Qualche fanalino rotto è già sull'asfalto. Sono strette, le auto passano per un pelo. «E' l'unico modo per non far passare i tir», spiegano in Provincia. Il ponte di Bressana è vietato ai mezzi pesanti fino alla fine dei lavori, metà aprile. Per due mesi i pendolari dell'Oltrepo affronteranno disagi per raggiungere Pavia. E gli autotrasportatori dovranno allungare il loro percorso. Secondo la stima dei sindacati si parla di 100 chilometri in più al giorno. Un danno da almeno 20 milioni di euro se si pensa alle spese aggiuntive che dovranno sostenere i camionisti. Ieri mattina presto sono iniziati i lavori per mettere i new jersey all'ingresso del ponte, lato Pavese e lato Oltrepo. Corsia unica fino alle 14, gli operai hanno finito prima del previsto. «C'erano la protezione civile, i vigili e otto nostri cantonieri – spiega l'assessore provinciale ai lavori pubblici Maurizio Visponetti – Le barriere sono strette 2 metri e 20, ci passano auto e furgoncini». Anche finiti i lavori il traffico procede più lento del normale, gli automobilisti si avvicinano con cautela alle barriere. Da domani si partirà con due ore di lavori di notte. Poi dal 5 marzo la ferrovia si fermerà per quattro ore. Fino a quando non saranno ultimati i lavori resterà il divieto di transito per i mezzi pesanti. E i camionisti iniziano a contare i danni. Della criticità del momento ne sono consapevoli anche in Provincia, tanto che il presidente Daniele Bosone chiederà un incontro non sono con il presidente della Regione Roberto Maroni e con l'assessore Del Tenno ma anche con il ministro Lupi. «Evidenziando proprio questo problema – spiega Visponetti – Abbiamo tre ponti con problemi e ora bisognerà ragionare, anche a lungo termine, per un nuovo ponte sul Po». Anche alla Becca resta il divieto per i mezzi pesanti, e il percorso quotidiano inizia ad allungarsi. Troppo. Si può azzardare un calcolo. «Da Pavia a Voghera gli autotrasportatori allungano il tragitto di circa 100 chilometri tra andata e ritorno – spiega Nicola Sirianni, del sindacato Silt – significa almeno 30 litri in più di gasolio ogni giorno». Questi trenta litri valgono più di 50 euro. Ogni giorno per due mesi, festivi esclusi sono 2mila euro. Le stime dicono che delle circa 50mila vetture che transitano sul ponte di Bressana ogni giorno (nei due sensi di marcia) un 40 per cento sia composto da mezzi pesanti. Si possono quindi stimare 10mila camion. Se ognuno spenderà 2mila euro in più in questi due mesi di lavoro si arriva a venti milioni di euro. «Il danno economico è pesante – sottolinea Marco Magnani, sindacalista della Cisl – in termini di chilometri e di tempo. I mezzi arrivano in ritardo nelle logistiche e gli addetti al carico e scarico devono stare fermi anche un paio d'ore in attesa dei camion. C'è quindi anche un costo aggiuntivo per le logistiche. Per gli autotrasportatori non va dimenticato il costo dell'autostrada. E c'è il rischio che i costi aggiuntivi ricadano anche sul prezzo delle merci». @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA