Da Paolo Fresu a Petrin Arrivano i grandi del jazz
PAVIA "Dialoghi: jazz per due", la rassegna musicale organizzata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Pavia con la direzione artistica di Roberto Valentino, torna a Pavia dal 18 marzo al 10 aprile, con la sua XVI edizione che presenta quttro concerti inediti. «La caratteristica immutata di "Dialoghi: jazz per due" fin dall'inizio è il suo essere una rassegna apparentemente piccola, come la sede in cui si svolge, ma con grandi nomi – dice Roberto Valentino - Il primo concerto, nel 1999, aveva avuto come ospiti Enrico Rava e Stefano Bollani. Quest'anno nel calendario compaiono i nomi di diversi trombettisti, non per scelta programmata, ma perchè le circostanze ci hanno permesso di avere alcuni artisti di fama internazionale, a cominciare dall'americano Russ Johnson». Il primo appuntamento si terrà dunque il 18 marzo alle 21 nella Sala Politeama (corso Cavour 20), nel solco delle raffinate alchimie sonore create dalla tromba, spruzzata di elettronica, di Paolo Fresu, e dal bandoneon di Daniele Di Bonaventura. Una rodata coppia formata da uno dei jazzisti italiani di maggior fama internazionale – già ospite di "Dialoghi: jazz per due" negli anni scorsi e da uno dei massimi specialisti odierni dello strumento simbolo del tango, che coinvolgerà il pubblico con atmosfere cariche di pathos, dai seducenti profumi folklorici. Gli altri tre concerti si terranno nell' ex chiesa di Santa Maria Gualtieri (piazza Vittoria), sempre con l'intenzione di gettare uno sguardo sulle possibilità espressive del jazz, favorendo un confronto creativo fra chi lo pratica e chi lo ascolta. E' per lunedì 24 marzo il faccia a faccia fra gli statunitensi Russ Johnson e Ken Vandermark, il primo famoso trombettista, il secondo figura di spicco della scena jazzistica contemporanea nonché sassofonista e clarinettista di grande spessore. Venerdì 4 aprile sarà la volta di due fra i più rappresentativi esponenti del rigoglioso panorama sonoro scandinavo (già etichetta Ecm), i norvegesi Arve Henriksen - trombettista originalissimo che mescola il suono acustico del suo strumento con le risorse offerte dalla tecnologia - e Jan Bang, i cui ferri del mestiere sono campionatori, computer e altre macchine elettroniche di varia foggia. «Questo è un duo che documenta le atmosfere più avanzate del jazz elettronico di matrice scandinava – commenta Roberto Valentino - Credo che una rassegna debba riflettere sempre quello che accade fuori, conciliando una doppia esigenza: proporre musicisti che rispecchino la tradizione del jazz, ma, al contempo, valorizzando le personali innovazioni, come l'uso dell'elettronica». L'ultimo appuntamento è in calendario giovedì 10 aprile e vedrà in scena la voce dalle infinite sfumature di Boris Savoldelli insieme al pianoforte immaginifico di Umberto Petrin; i due presenteranno proprio in quell'occasione il loro progetto ispirato all'arte del performer, designer e attivista cinese Ai Weiwei, arrestato per la sua opposizione al regime e rexcluso per 81 giorni, dal 2 aprile al 22 giugno 2011 ( La liberazione è avvenuta a ridosso del viaggio del premier Wen Jiabao in Europa).