Renzi-Letta, oggi la resa dei conti
di Maria Berlinguer wROMA «Il fatto che ora Letta parla di programmi senza scadenze dimostra che il suo unico obiettivo è restare a Palazzo Chigi ma gli italiani non possono aspettare e tirare a campare». Alla vigilia della direzione del Pd di oggi, nella quale si consumerà il duello finale tra Matteo Renzi ed Enrico Letta, è il renziano Ernesto Carbone a sintetizzare la rabbia dei fedelissimi del segretario per la sfida lanciata dal premier al suo partito invitato a uscire alla scoperto e a sfiduciarlo in Parlamento e in direzione se vogliono. E la parole dei renziani sono solo l'antipasto di quanto verrà consumato oggi in direzione alle 14, in diretta streaming. «Ora o si cambia o si vota», avrebbe detto Renzi a suoi che ha convocato in seduta semipermanente al Nazareno. «Quello che devo dire io lo dico a viso aperto, come sempre senza troppi giri di parole domani in direzione», scrive poi su Facebook. Il gelo definitivo tra Renzi e Letta è calato ieri mattina, nel faccia faccia di un'ora a Palazzo Chigi che Letta definisce con un eufemisno «franco» ma che è stato durissimo. Il compassato premier ha infatti abbandonato lo stile "zen" e ha rinfacciato al segretario del Pd di non aver avuto il coraggio di sfidarlo a viso aperto, continuando a ripetere di non voler andare a Palazzo Chigi se non dopo un'investitura popolare. Sei tu che hai fatto perdere tempo al governo, rinviando il rilancio del governo e della sua azione, gli ha detto senza giri di parole Letta. Io sono convinto che c'è la possibilità di lavorare e di rilanciare l'azione del governo, soprattutto ora che l'economia comicia a dare piccoli segnali di ripresa, se tu e il Pd la pensate in un altro modo dovete prendervi la responsabilità di fronte al Paese e ai nostri militanti. Renzi non si aspettava la durezza del premier. Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento che martedì ha avuto uno scontro durissimo con Letta al quale aveva chiesto a nome del Pd e della maggioranza di dimettersi, aveva assicurato il segretario che il premier si era reso conto di non avere più i numeri per andare avanti. A Renzi, invece, Letta ha confermato quello che da diversi giorni ripete: se vogliono sfiduciarmi lo devono fare alla luce del sole, in direzione e con un voto in Parlamento. A far infuriare il sindaco è soprattutto la conferenza stampa che Palazzo Chigi annuncia per le 18. «Meno male che voleva un confronto franco e sincero», ironizzano i renziani, sottolineando che il premier non aveva detto in alcun modo al segretario che avrebbe convocato una conferenza stampa. Dal largo del Nazareno del resto subito dopo l'incontro Renzi-Letta viene lasciato intendere che il colloquio è stato cordiale e chiarificatore. Lo show down potrebbe non esserci, sperano sia i renziani che la minoranza del Pd, spiazzata dalla reazione dell'ex vicesegretario del partito. Invece lo scontro ci sarà e sarà durissimo. «Il treno è lanciato in corsa e Matteo, anche contro la sua volontà non può fermarsi», spiega un renziano della prima ora. E, tanto più dopo le parole di ieri, lo stesso vale per Enrico Letta. Il premier non sa ancora se parlerà o no in direzione. Dipenderà da quello che dirà il segretario. Ieri la minoranza del Pd ha chiesto che sia il segretario a dire con chiarezza come pensa di risolvere un conflitto che sta lacerando il partito ma ha di fatto scaricato Letta, facendo capire che non si metterà di traverso per ostacolare la corsa di Matteo Renzi a Palazzo Chigi. Il sindaco di Firenze ha convocato ieri i capogruppo per capire quali sono gli umori dei parlamentari. Non è ancora chiaro se la direzione oggi si concluderà con la votazione di una mozione per chiedere di «cambiare le pile al governo» e se davvero Letta, come fino a ieri ha ribadito, è pronto a sfidare Renzi e il suo partito fino a costringerli a una sfiducia in Parlamento. Dopo la direzione, Letta potrebbe però tornare a Quirinale per consultarsi con Giorgio Napolitano che in questa vicenda tutta interna al Pd sta assolutamente giocando nel ruolo di spettatore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA