Legge elettorale e decreti in scadenza, la corsa a ostacoli di Enrico

Dalla legge elettorale alla messa a punto del nuovo patto di Programma, passando per l'incontro con il presidente della Repubblica e per quello con gli industriali: fino a giovedì 20 febbraio, giorno in cui la direzione del Pd sarà chiamata a decidere se "cambiare schema" e quindi se chiudere con la stagione del governo Letta, quella del premier assomiglia a una corsa a ostacoli. Martedì prossimo, anniversario dei Patti Lateranensi, potrebbe anche essere il giorno in cui il premier salirà al Colle per un colloquio con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Nella stessa giornata poi ha inizio nell'aula della Camera l'esame della riforma della legge elettorale, il cui esordio in Assemblea è previsto per il pomeriggio e che sarà il banco di prova dell'intesa sull'Italicum fra i partiti e dentro il Pd. Se la riforma del sistema di voto è un appuntamento chiave, il governo però già da domani dovrà fare i conti con i tanti altri decreti legge all'esame del Parlamento, da Destinazione Italia al Salva Roma passando per il finanziamento dei partiti, e sui quali si possono più facilmente scaricare le tensioni politiche mettendo l'iter delle norme ma soprattutto la vita dell'esecutivo a rischio. Superati questi scogli poi l'esecutivo e in particolare il premier entrerà nella settimana clou della direzione del Pd. Prima di affrontare di nuovo Matteo Renzi e il partito, Letta però dovrà superare un altro esame, quello di Confindustria. Il leader degli industriali, Squinzi, infatti dopo aver strattonato più volte di recente Palazzo Chigi accusandolo di inefficacia ha invitato il premier a un incontro interno dell'Associazione.