Tsipras: cancellare il debito si può
di Annalisa D'Aprile wROMA Quello che Alexis Tsipras pensa delle politiche europee e, soprattutto, di chi le fa lo racconta con un'immagine degli incontri Ue a Bruxelles: «Loro, i 27, si riuniscono in stanze chiuse e quando arriva la Merkel dice a tutti cosa devono fare». E cioè continuare ad attuare politiche d'austerity, far erogare alla Bce prestiti che vanno alle banche, non ai Paesi in difficoltà il cui debito però aumenta impoverendo sempre di più i popoli «dell'Europa del sud». Il leader della sinistra greca impegnato in una maratona a Roma, con incontri e ospitate tv a Rifondazione, Stampa Estera, Teatro Valle e infine "Otto e mezzo", spiega con chiarezza la sua linea politica: non pensa che uscire dall'euro sia la soluzione, piuttosto lo è cancellare il debito, «come si è fatto nel dopoguerra» dice. E da giovane leader della sinistra radicale che nel suo Paese lo ha portato alla guida di Syriza, partito in testa ai sondaggi con oltre il 31 per cento, Tsipras bacchetta pur definendolo «simpatico», il suo "omologo" italiano, Renzi. È riferendosi a lui dice: «Non basta essere giovane per fare qualcosa di positivo. In Italia il mio coetaneo risponde con la stessa Europa: quella che ci ha fatto impazzire in questi anni». Laureato in ingegneria, candidato alla presidenza della Commissione europea nelle elezioni di maggio, ispiratore di una lista civica italiana a suo sostegno (promossa da intellettuali come Barbara Spinelli, Paolo Flores D'Arcais, Luciano Gallino, Gustavo Zagrebelsky, Guido Viale, Andrea Camilleri), Tsipras lancia una stoccata anche al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo: «Complimenti per le sue alte percentuali, ha raccolto il malcontento degli italiani. Però per cambiare non si può dire solo no. Bisogna avere una proposta alternativa». Quale? Prima di spiegarla il leader greco viene per l'ennesima volta interrotto dagli applausi della platea del Teatro Valle occupato. Esauriti i 500 posti, bagarre fuori dal teatro per i tanti cittadini rimasti fuori, costretti ad accontentarsi della diretta streaming allestita nel foyer. «Una speranza», «uno da cui abbiamo qualcosa da imparare»: ecco cosa rappresenta Tsipras per i cittadini (tra cui Rodotà, Ingroia e Ferrero), molti over 60, diversi giovani di Sel e Rifondazione, che non si ritrovano in quella sinistra, il Pd, che considerano un po' troppo «a destra». Ed eccola la nuova speranza che arriva dalla Grecia, e che sta rubando la scena ai due leader euroscettici e ultranazionalisti, Marine Le Pen (Francia, partito Fn) e Nigel Farage (Gran Bretagna, partito Ukip), e che in Italia sta attirando l'attenzione della sinistra radicale: Tsipras dice che «noi ce l'abbiamo una proposta alternativa all'austerità della Merkel» e non è «uscire dall'euro, ma cambiare l'Europa». Il modello di cui parla il leader di Syriza è la conferenza di Londra che nel 1953 condonò il 60% dei debiti della Germania uscita dalla guerra. «O pensate davvero – dice facendo l'esempio dell'Italia – che riuscirete mai a ripagare 2.100 miliardi di debito?». Meno prestiti e meno debito è la formula di Tsipras che parla del suo Paese, la Grecia, usato come «cavia della crisi per vedere quanto può sopportare un popolo». «Ma sbagliano se pensiamo che la crisi si fermi alla Grecia, se la crisi è dell'Europa, allora la risposta deve essere europea», mentre la politica di austerità scelta dai vertici Ue per risolvere la crisi «ha portato insicurezza, povertà e disoccupazione». Alla fine di oltre un'ora di comizio, Tsipras invita «i compagni» della sinistra, tutta, quella italiana e quella degli altri Paesi europei, a superare le differenze e ad unirsi per formare «l'Europa dei popoli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA