Giudici tedeschi all'attacco della politica Bce sui bond

di Andrea Di Stefano wROMA Un mezzo siluro a Mario Draghi, che se fosse arrivato solo sei mesi fa avrebbe potuto mettere ko la moneta unica. La Corte costituzionale tedesca ieri ha deciso di deferire la Bce alla Corte europea per il programma "illimitato" di acquisti di Bond dei Paesi europei. È la prima volta nella sua storia ultrasessantennale che la Corte di Karlsruhe rimanda un caso alla sede europea, ma proprio la scelta del rinvio a Bruxelles è stato interpretato positivamente dai mercati: lo spread è sceso a quota 205, il livello più basso dal 2006, mentre le borse hanno chiuso tutte con segno positivo. Dopo un anno di lavoro, i giudici hanno espresso un parere secondo cui il piano Omt vìola il mandato della Bce, ma non hanno trovato modo di arrivare a una sentenza contraria, nonostante durante le udienze pubbliche avessero manifestato una aperta opposizione, sostenuta dalla testimonianza del presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Per la Bce si tratta di un successo dal punto di vista legale, anche se probabilmente la pronuncia definitiva sulla causa in sede europea richiederà ancora molti mesi. Nella sentenza, la Corte afferma che «vede importanti ragioni per ritenere che il piano Omt eccede il mandato di politica monetaria della Bce e quindi vìola i poteri degli Stati membri e il principio che proibisce il finanziamento monetario dei bilanci nazionali». Tuttavia, affermano ancora i giudici di Karlsruhe, è possibile che «un'interpretazione restrittiva del piano Omt» possa essere ritenuta conforme alla legge, e comunque spetterà alla Corte di giustizia europea esprimersi in via definitiva. Un rinvio in qualche modo rassicurante per la Bce, che in una nota diffusa poco dopo la sentenza afferma che «prende atto dell'annuncio dell'Alta corte tedesca di ricorrere alla Corte di giustizia europea e ribadisce che il programma Omt rientra nel suo mandato». Il programma di acquisto di bond fu annunciato da Draghi tra il luglio e il settembre del 2012 nel pieno della crisi dell'Eurozona. E nonostante non sia mai stato necessario attivarlo, è risultato determinante per calmare le tensioni sui mercati finanziari e sui titoli di Stato. Il programma Omt (Outright monetary transactions) prevede l'acquisto illimitato di titoli di Stato, con scadenze a tre e a cinque anni, condizionato al rispetto da parte degli Stati di un programma di riforme e di risanamento di bilancio. La Corte di Karlsruhe ha inoltre annunciato che si esprimerà sulla costituzionalità dell'Esm, il fondo salva-Stati europeo, il prossimo 18 marzo. Draghi non è stato comunque lasciato solo nel rispondere alla Corte tedesca: la Commissione europea ha affermato che è «sicura che la Bce, esercitando il proprio mandato in piena indipendenza, agisce in piena conformità con le leggi europee». Reazioni positive dalle Borse che hanno interpretato le notizie sull'occupazione Usa (in calo dal 6,7 al 6,6% ma con meno posti di lavoro del previsto) come un possibile rinvio di nuovi tagli al programma di acquisto titoli da parte della Fed: la migliore è stata Madrid (+1,08%) seguita da Milano e Parigi (+0,96%) mentre Wall Street viaggiava a +0,51% ©RIPRODUZIONE RISERVATA