A Roma per il tribunale «La speranza rimane»

di Lorella Gualco wVIGEVANO La missione a Roma conferma le speranze di salvare il tribunale. Le speranze, anche se non le certezze. Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, non si è sbilanciata, ma ha assicurato che il caso di Vigevano è tra quelli in esame per una possibile deroga alla riforma delle circoscrizioni giudiziarie che prevede il taglio e l'accorpamento di molte sedi di provincia a quelle dei Comuni capoluogo. Ieri pomeriggio, in oltre un'ora di colloquio nella sede ministeriale romana, per la prima volta la delegazione vigevanese si è trovata faccia a faccia con il Guardasigilli. Un incontro al vertice dopo tanti contatti interlocutori con esponenti politici di diversi schieramenti che avevano però ottenuto il risultato di fare inserire il tribunale di Vigevano tra quelli che potrebbero continuare ad esistere. A perorare la causa del palazzo di giustizia cittadino c'erano il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, il presidente della Provincia, Daniele Bosone, il sindaco di Vigevano, Andrea Sala, e i rappresentanti dell'avvocatura e del comitato "Salviamo il tribunale", fin dal primo momento sulle barricate in difesa del tribunale vigevanese. Il presidente dell'Ordine degli avvocati, Giuseppe Madeo, ha illustrato le ragioni tecniche, normative e logistiche che giustificano il mantenimento di una sede giudiziaria in Lomellina, che comprendeva anche la sezione di Abbiategrasso. «E' impossibile dire se siamo usciti più o meno ottimisti dall'incontro con il ministro – dice Madeo –. Di certo, per la prima volta siamo stati ascoltati a lungo e con attenzione da un ministro che ha mostrato di conoscere e comprendere le logiche giuridiche, fattuali e normative portate a sostegno della nostra tesi. Il tribunale di Vigevano ha tutte le carte in regola per essere confermato e credo che sia stato utile ribadirlo direttamente al ministro, anche se non si è sbilanciata sui tempi e sul merito della decisione». «Il ministro – sostiene l'avvocato Elena Sisaro, che faceva parte della delegazione – ha confermato che dalla riforma non si torna indietro, ma ha capito che ci sono situazioni con elementi oggettivi che vanno distinte. Siamo usciti con la fiducia che le istituzioni almeno hanno ascoltato le nostre ragioni».