I TESORI DI VIGEVANO
VIGEVANO E' stato restaurato ed è finalmente tornato a casa, al Museo del Tesoro del Duomo, lo straordinario arazzo fiammingo "Ester intercede per il popolo ebraico"; si potrà vedere da domenica 2 marzo. L'arazzo illustra la parte del Libro Biblico di Ester in cui si narra la supplica al re persiano Assuero per la salvezza del popolo di Israele e ha fatto rientro a Vigevano dopo tre anni di restauro presso il prestigioso Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Fa parte della celebre "serie blu", la preziosa collezione di sette arazzi prodotti a Bruxelles intorno al 1520, tutti di argomento sacro e inclusi nella donazione fatta da Francesco II Sforza alla Cattedrale di Vigevano verso il 1533. «Di questi sette arazzi - spiega Nicoletta Sanna, conservatrice del Museo del Tesoro del Duomo - quattro sono stati restaurati e sono esposti nella Sala Arazzi del Museo. Ne abbiamo ancora tre in deposito: uno è stato restaurato malamente ed è irrecuperabile, gli altri due necessitano di interventi di restauro per i quali però al momento mancano fondi. Per il recupero di "Ester intercede per il popolo ebraico", che misura all'incirca quattro metri per quattro e pesa una quindicina di chili, sono stati investiti 95 mila euro. Siamo riusciti ad avere subito la disponibilità economica grazie alla partecipazione della Provincia di Pavia al progetto "Fra il Ticino e l'ExPo: storie d'acqua e di castelli" e grazie anche al contributo della Fondazione della Banca del Monte di Lombardia e della Fondazione della Banca Popolare di Vigevano. Per il restauro di questo arazzo, in cui sono raffigurati 19 personaggi, sono servite novemila ore di lavoro. Il solo consolidamento della figura di Assuero, che è alta un metro e ottanta, ha richiesto cinquecento ore di restauro. L'altro arazzo della "serie blu" recentemente restaurato e tornato al Museo nel 2010 è "Il traviamento del Figliol prodigo" (circa quattro metri per sei, 28 chili di peso). E' il più prestigioso dell'intera collezione. Per il restauro - costato 250 mila euro - è rimasto all'Opificio di Firenze per cinque anni; il finanziamento è arrivato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali al quale si sono aggiunti i contributi dell'ARPAI (Associazione Restauro Patrimonio Artistico Italiano), della Banca Intesa San Paolo e della Banca del Monte di Lombardia. «A chi sostiene che, in periodo di crisi, sia scorretto investire queste cifre nell'arte - afferma Nicoletta Sanna - rispondo che gli arazzi fiamminghi della "serie blu" rappresentano il punto di massimo splendore dell'arazzeria universale. Inoltre, la cura di questi arazzi ha fornito per otto anni lavoro alle restauratrici dell'Opificio». Al Museo del Tesoro del Duomo sono conservati altri cinque arazzi, appartenenti alla cosiddetta "serie gialla", incentrati sulle storie di Alessandro Magno, tessuti ad Audenarde nei primi anni del 1600 e donati alla Chiesa Cattedrale da un personaggio chiamato "Principe del Marocco". «Per questi cinque arazzi di minor pregio - aggiunge Sanna - non è previsto alcun restauro, perché la spesa supererebbe il valore del manufatto».«La tecnica usata per il restauro dell'arazzo di Ester - illustra Clarice Innocenti, direttrice del settore restauro arazzi dell'Opificio di Firenze - si chiama tecnica integrativa e interviene cromaticamente per ristabilire la struttura tessile e ritrovare l'immagine. Sia nel "Traviamento del Figliol prodigo" sia in "Ester intercede per il popolo ebraico" abbiamo usato questa tecnica, ma il primo arazzo aveva una struttura tessile in buone condizioni ed è stato possibile andare più vicino alla gamma cromatica originale, ridandogli una leggibilità straordinaria; nel second,o invece, lo stato di degrado era molto più avanzato, l'immagine era meno leggibile e abbiamo quindi effettuato delle chiusure cromatiche con toni più pallidi per completare le zone lacunose». Dal 2 marzo sarà possibile vedere gli arazzi e visitare il Museo del Tesoro del Duomo tutte le domeniche dalle 14.30 alle 18.30 senza bisogno di prenotazione. Però sarà possibile prenotare visite di gruppo anche in altri giorni della settimana chiamando il numero 3381581977 o scrivendo a museodeltesoro@libero.it Giulia Antoniotti