Da maxi-catena drugstore stop alla vendita di sigarette

NEW YORK Cvs, la seconda catena di drugstore americani, sfratta le sigarette dai suoi scaffali. Il gigante della distribuzione smetterà di vendere prodotti derivati dal tabacco entro il primo ottobre: una scelta clamorosa, che comportera « una perdita valutata in due miliardi di dollari. «È la cosa giusta da fare per aiutare la salute della gente», ha dichiarato l'Ad Larry Merlo, prontamente applaudito dalla Casa Bianca. Per il presidente Barack Obama quello di Cvs «è un esempio potente, una decisione che salverà vite», oltre che «una scelta in linea con gli sforzi antifumo dell'amministrazione per ridurre malattie e morti legate al fumo e ad abbassare nel lungo periodo i costi della salute». Applausi anche da parte di organizzazioni come la American Medical Association e la American Cancer Society che da anni si battono per dimostrare che il fumo uccide (morti stimate, 480 mila all'anno) e dell'ex sindaco di New York Michael Bloomberg che ha mandato in esilio le sigarette dai luoghi pubblici della Big Apple negli anni del suo triplice mandato.