Decreto carceri, oggi la fiducia

di Nicola Corda wROMA Decreto carceri corretto, ma il governo è costretto al voto di fiducia. Ieri il provvedimento è approdato in aula dopo la chiusura anticipata in commissione della scorsa settimana a causa degli incidenti alla Camera. Il clima era più tranquillo tanto che il decreto è tornato indietro per alcune correzioni sollecitate anche dai magistrati antimafia. Reati gravi come quelli relativi alla criminalità organizzata sono stati esclusi dai benefici di questa legge che dovrebbe consentire di ridurre in maniera controllata la popolazione carceraria. Un testo che però resta gravato di 510 emendamenti presentati dai gruppi di M5S, Lega Nord e Fratelli d'Italia e che hanno dichiarato di non volerli ritirare. «Sono in arrivo altri due decreti d'urgenza – ha detto il ministro Franceschini - purtroppo così non si può andare avanti» ricordando la necessità di una modifica dei regolamenti. Nuovamente sul sentiero di guerra i 5 Stelle che prima hanno abbandonato l'aula della commissione Giustizia non partecipando alle votazioni e criticando la scelta dei tempi ridotti: «C'è stato l'ennesimo voto farsa, la ghigliottina continua» attacca Alfonso Bonafede. Anche la Lega sulle barricate parla di «indulto mascherato» e accusa la presidente Boldrini d'inadeguatezza. Il testo che arriva in aula oggi «è stato notevolmente migliorato e sono stati spuntati gli argomenti propagandistici come quelli che raccontavano di norme che scarcerano i mafiosi», ha spiegato la presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti, aggiungendo che molte delle correzioni hanno accolto emendamenti dei Grillini. Tra le modifiche approvate all'unanimità anche quella che permette l'applicazione delle misure cautelari con invio in comunità nel caso di minorenni tossicodipendenti accusati per piccolo spaccio. Il decreto prevede l'aumento delle pene alternative tra cui l'ampliamento degli arresti domiciliari, sempre dietro valutazione del magistrato. «Stiamo intervenendo nell'ambito di ciò che è già previsto dalle leggi – ha detto il ministro della Giustizia Cancellieri – chi parla d'indulto vuole solo generare emozione nella gente, per provocare momenti di disaffezione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA