Napolitano sui marò «India sconcertante tornerete con onore»
ROMA La vicenda dei maro «è stata finora gestita dalle autorità indiane in modi contraddittori e sconcertanti». Alza la voce nei riguardi di Nuova Delhi, il presidente della Repubblica che ieri ha ricevuto al Quirinale la delegazione di Parlamentari, rientrati dalla missione in India mirata a contribuire alla soluzione del caso che vede coinvolti i due sottufficiali della fanteria di Marina, il capo di I classe Massimiliano Latorre e il secondo capo Salvatore Girone. I Parlamentari hanno riferito al capo dello Stato gli elementi acquisiti e le difficoltà incontrate nel corso del loro soggiorno a Nuova Delhi. E un Napolitano più che spazientito, riferisce una nota del Quirinale, «ha condiviso l'impegno, già assunto anche dal presidente del Consiglio, a dare il massimo rilievo politico internazionale» a una vicenda giudiziaria che va avanti da quasi due anni. Il capo dello Stato ha ribadito che «intensificherà i contatti già stabiliti sul tema con i capi di Stato dei Paesi amici, presso i quali ha già incontrato attenzione e comprensione per questo caso doloroso». Poi, a conclusione dell'incontro, Napolitano ha alzato il telefono e si è fatto passare Latorre e Girone intrattenendosi con loro per alcuni minuti. «Tornerete con onore» ha detto loro. E i due marò ospitati in ambasciata «hanno manifestato il loro apprezzamento per questo nuovo segno della solidarietà dell'intera Nazione italiana che li sorregge nelle difficoltà in cui si dibattono« si legge ancora. Nei giorni scorsi, in un susseguirsi di notizie sempre incerte e altalenanti, l'India ha dichiarato che per i due militari (imbarcati come scorta anti pirateria sulla nave Erika Lexie e arrestati con l'accusa di avere sparato e ucciso due pescatori) non sarà chiesta la pena di morte. Tuttavia la possibilità che l'India decida di invocare le leggi che prevedono la pena capitale, non è ancora del tutto esclusa. La Corte Suprema si deve ancora pronunciare. E di rinvio in rinvio sono trascorsi 24 mesi senza che i capi di imputazione siano stati ufficialmente formulati. Un chiaro abuso per il ministro della Difesa Mario Mauro. «I marò sono innocenti ed è giusto che ritornino a casa», detto ieri parlando con i giornalisti a margine alla Conferenza sulla sicurezza a Monaco. Sono bloccati in India da due anni e «dopo due anni, ancora non c'è un capo d'accusa: questa è una violazione dei diritti umani», «sono altri che devono dimostrare la loro colpevolezza», ha sottolineato Mauro. «Ha ragione il presidente Napolitano, l'India non può trattare l'Italia come fosse un Paese terrorista. Se Nuova Dehli continua a violare il diritto internazionale e i diritti umani, il nostro governo deve ricorrere all'Onu, internazionalizzando la crisi. Basta subire», gli ha fatto eco in serata Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo ed esponente Pd.