Fiat addio, nasce Fca sede legale in Olanda

di Vindice Lecis wROMA Si spezza una storia, la testa della Fiat lascia l'Italia. Dopo l'intesa con Chrysler, la casa automobilista torinese diventa «costruttore di automobili integrato e globale» col nome di Fiat-Chrysler con l'acronimo Fca. La sede legale del nuovo gruppo sarà in Olanda - la Fca Nv holding del gruppo - la residenza ai fini fiscali approderà nel Regno Unito (che offre vantaggi sul pagamento dei dividendi) mentre le azioni ordinarie di Fca saranno quotate a New York e a Milano. «Oggi è una delle giornate più importanti della mia carriera - ha detto l'ad del Gruppo, Sergio Marchionne -. Possiamo dire di essere riusciti a creare basi solide per un costruttore di auto globale». Il manager rassicura che tutte le attività «proseguiranno la propria missione, compresi naturalmente gli impianti produttivi in Italia e nel resto del mondo e non ci sarà nessun impatto sui livelli occupazionali». Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, plaude all'operazione e non vede troppi pericoli per l'Italia. «Oggi Fiat Chrysler è un attore globale e credo che la questione della sede legale sia assolutamente secondaria: contano i posti di lavoro, il numero di auto vendute, la competitività e la globalità». Assai meno entusiasta Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, secondo la quale «preoccupa che un gruppo come Fiat decida di andare a pagare le tasse in un altro Paese facendo un'operazione anche qui di impoverimento». La nuova società, con tanto di nuovo logo e acronimo, ha anche presentato i conti: cresce l'utile netto e si abbassa l'indebitamento netto. I dati sono meno brillanti delle stime e Marchionne si dichiara «abbastanza soddisfatto». Ma la seduta di piazza Affari ha riservato un calo del 4,1% a 7, 23 euro. Il titolo era stato anche sospeso per eccesso di ribasso e successivamente riammesso alle contrattazioni. Secondo gli analisti le vendite non sono scattate perché influenzate dai conti del quarto trimestre 2013 nei quali l'utile della gestione ordinaria è inferiore alle stime 2014. Ma la parola d'ordine è sicurezza e ottimismo. Il presidente John Elkann, spiega che Fiat Chrysler Automobilies «segna l'inizio di un nuovo capitolo della nostra storia». Gli azionisti, su proposta del consiglio di amministrazione che ha dato il via libera all'operazione Fca, riceveranno un'azione di Fca di nuova emissione per ogni azione Fiat posseduta. Nell'incontro con gli analisti finanziari a Torino, Marchionne ha anche indicato i nuovi impegni. Fiat Chrysler Automobilies investirà 8 miliardi e mezzo di euro nel 2019, mezzo milione in più dell'anno scorso. Fca resta attento alle strategie di alleanze. «Siamo sempre assolutamente aperti a qualunque possibilità che ci consenta di migliorare la nostra capacità competitiva. Abbiamo un dialogo costante con altre case automobilistiche, ma al momento nessuna ha più probabilità di altre». Sulla sua successione, Marchionne ha confermato quanto annunciato alcune settimane fa. «Una cosa è certa - afferma il manager italo canadese - il numero di sfide non calerà. A Detroit ho parlato di un mandato di tre anni, ho questo impegno. Sono circondato da una buona squadra e il successore verrà da questo gruppo. Non sarebbe corretto scegliere qualcuno dall'esterno». La vecchia Fiat, azienda con testa e radicamento italiani pur con stabilimenti in molte aree del mondo, dunque non esiste più. Marchionne spiega che si tratta del coronamento di «un sogno di cooperazione industriale a livello mondiale» cominciato cinque anni fa. Per Marchionne si trattava anche di un «grande sogno di integrazione culturale a tutti i livelli. abbiamo lavorato caparbiamente e senza sosta» tra modelli societari e nazionali differenti «per trasformare le differenze in punti di forza e per abbattere gli steccati nazionalistici e culturali. Ora possiamo dire di essere riusciti a creare le basi solide per un costruttore di auto globale con un bagaglio di competenze allo stesso livello della concorrenza». ©RIPRODUZIONE RISERVATA