Napolitano sull'Olocausto «Miserabili provocazioni»

ROMA Gli insulti e le minacce contro la Sinagoga di Roma e altri luoghi della comunità ebraica sono «una miserabile provocazione». Parole forti quelle che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sceglie nella celebrazione del Giorno della Memoria al Quirinale riportando la memoria all'attualità. Dal passato al presente, mentre gli ultimi sopravvissuti all'Olocausto diventano sempre meno e conservare il ricordo diventa sempre più importante, soprattutto per i giovani. Napolitano invita a mantenere la «vigilanza contro ogni insorgenza di antisemitismo, comunque camuffato» ma riprendendo un'espressione usata da Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche, elenca gli «innocenti e indifesi» e cioè «gli ebrei, i Rom, i Sinti, i disabili, i malati di mente, gli omosessuali». A braccio Napolitano fa poi una postilla: «E io aggiungo anche gli stranieri». Gli fa eco a distanza il ministro dell'Integrazione Cecìle Kyenge ricordando che «questa giornata è importante e non riguarda semplicemente il passato, è una giornata che ci deve mettere tutti di fronte alle nostre responsabilità. Mai abbassare la guardia». Kyenge parlava a Roma dove per il sindaco Ignazio Marino «ci sono teste vuote che negano la storia: vanno isolate». Anche perché quanto avvenuto nei campi di concentramento «non è un film o una storiella» e i racconti di chi ci ha vissuto «ci dicono che queste cose sono accadute e che dipende da noi che non accadano più», spiega agli studenti toscani riuniti al Mandela Forum di Firenze il sindaco Matteo Renzi. «Sulla politica potete pensare cosa volete - ha continuato - ma non potete dimenticare che i vostri nonni hanno vissuto una pagina di storia che noi diciamo che non deve più tornare». Contro l'oblio a Milano in migliaia visitano il memoriale della Shoah, al binario 21, mettendosi in fila dalla mattina. «La raccomandazione, soprattutto per i giovani, è questa - ha detto il sindaco Giuliano Pisapia -: non voltatevi dall'altra parte, non fate finta di niente, non sorridete neanche davanti al più piccolo sopruso, perché se si accetta un piccolo sopruso, ci sarà sempre un sopruso più grande». Quindi quello della memoria è stato il filo conduttore di una giornata di eventi e celebrazioni, in Italia e nel mondo, con protagonisti spesso gli ultimi sopravvissuti all'Olocausto. «Il dovere della memoria non si conclude col Novecento: oggi tocca alla mia generazione, nata dopo la seconda guerra mondiale, fare tesoro delle testimonianze dei sopravvissuti, difendere la verità storica, e soprattutto educare i giovani a non rimanere mai più indifferenti», ha detto il premier Enrico Letta, in un messaggio sull'home-page del sito del governo. Una Giornata della Memoria che a Roma è stata ancora segnata da offese e minacce, ma stavolta con i volti di due nuovi provocatori, subito bloccati e identificati. Gli autori, appartenenti a movimenti neonazisti, sono stati bloccati dalla polizia la scorsa notte nella Capitale mentre facevano scritte antisemite sui muri. Uno dei due fermati, entrambi denunciati per istigazione all'odio razziale, appartiene al movimento di estrema destra Militia. L'altro era stato indagato nell'inchiesta sul sito nazista Stormfront. Intanto sulla vicenda delle teste di maiale la procura di Roma ha aperto un fascicolo e procede per istigazione all'odio razziale.