Decreto Bankitalia, passa la fiducia
ROMA Un sit-in in Aula, con i deputati sdraiati per terra, non si era mai visto a Montecitorio. Lo mettono in atto i Cinque Stelle durante la votazione sulla questione di fiducia posta dal governo sul decreto Imu-Bankitalia. Tutto accade in pochi istanti, all'inizio della votazione sulla fiducia. A un segno, una decina di deputati M5S si siedono per terra in pieno emiciclo, "murando" così il corridoio tra banchi del governo e banco della presidenza dove i deputati devono sfilare per poter dichiarare ad alta voce il loro voto sulla fiducia. Una specie di "picchettaggio" come se ne vedono di fronte alle fabbriche quando chi sciopera, cerca di impedire l'ingresso a chi vuole andare a lavorare, riadattato alle votazioni parlamentari. Nello stesso momento, gli altri deputati del movimento di Grillo che sono restati ai loro seggi si alzano gridando slogan e sventolando cartelli con su scritto "Giù le mani da Bankitalia". La loro battaglia è contro le norme del decreto che ha cancellato la seconda rata dell'Imu 2013 sulla prima casa e che rivaluta le quote del capitale sociale di Bankitalia a 7 miliardi e mezzo assegnando a banche e assicurazioni italiane le nuove quote rivalutate. Una privatizzazione selvaggia, secondo i deputati M5S, che deve essere assolutamente scongiurata. Nel caos che segue in Aula, i commessi faticano a far rialzare i deputati sdraiati in terra e a strappare di mano i cartelli ai loro compagni. A presiedere l'Assemblea è un altro grillino, Luigi Di Maio che sceglie comunque di adottare un profilo «istituzionale» e mostra il cartellino rosso ai suoi compagni più irrequieti. Ma questi non demordono e Di Maio è costretto a sospendere la votazione sulla fiducia, primo caso nella storia del Parlamento repubblicano. Si riprende dopo pochi minuti e dopo un'ora la fiducia passa con 335 sì, 144 no e un astenuto, penultimo passo prima dell'approvazione definitiva del decreto, che dovrebbe arrivare martedì prossimo.