Letta stringe sul patto di coalizione

di Gabriele Rizzardi wROMA Voltare pagina. Dopo l'accordo su legge elettorale e riforme, che se non subirà imboscate in Parlamento dovrebbe garantire almeno un altro anno di vita al governo, Enrico Letta vorrebbe avviare il più rapidamente possibile la nuova fase dell'esecutivo. Il percorso è segnato: definire nei dettagli il patto di coalizione da far firmare entro questa settimana agli alleati per poi procedere a un rimpasto, forse un vero e proprio "bis" che gli consenta di arrivare con una nuova squadra e un nuovo programma all'incontro del 29 gennaio con la Commissione Europea. Ma il rischio che l'accordo siglato tra Renzi e Berlusconi non regga alla prova dei gruppi parlamentari e dei primi passaggi alla Camera rende tutto più complicato. Il segretario del Pd mette fretta al premier: «Ora Impegno 2014. Il governo non ha più alibi». Ma, al di là dei proclami, a Palazzo Chigi fanno notare che resta ancora senza risposta la domanda di Letta su cosa voglia davvero fare Renzi rispetto all'esecutivo. Quel che è certo è che il rimescolamento nella squadra di governo dovrebbe procedere di pari passo con la firma del nuovo contratto di coalizione. In questo modo si potrebbe vincolare per i prossimi mesi Renzi, che finora non ha perso occasione per far sapere che l'onere di sostituire i ministri spetta al presidente del Consiglio. «La discussione con Letta sul rimpasto è durata dai 17 ai 18 nanosecondi. Ad Enrico ho detto: per me fai tu» rivela Renzi a "Porta a Porta". Prima di procedere al rimpasto, il presidente del Consiglio vuol capire se davvero Renzi è sincero quando dice che la legislatura «arriverà almeno al 2015». Il timore che il leader dei democratici possa coltivare l'idea di tornare al voto subito dopo l'approvazione della legge elettorale resta, anche se i tempi sono stretti e l'impegno sulla riforma del Senato (che richiederà almeno un anno) è stato preso in maniera solenne. Nell'attesa di capire quali saranno le prossime mosse del segretario Pd, il premier continua a limare il patto di coalizione che dovrebbe segnare quel "cambio di passo" invocato dopo l'uscita di Forza Italia dalla maggioranza. Si farà il Letta-bis? A Palazzo Chigi fanno capire che a questo punto potrebbe essere sufficiente solo un «riassetto» della squadra. Su tutto, però, pesa l'incognita di una spaccatura nel Pd che potrebbe bloccare o rendere molto più complicato anche il patto di coalizione. Ragion per cui Letta, che finora si è tenuto ai margini della contesa tra Renzi e Cuperlo, avrebbe molto da guadagnare dalla tenuta dell'accordo. Il Nuovo centrodestra, con Alfano, e Scelta civica, con Stefania Giannini, spiegano che il Letta-bis «non è un tabù» e insistono affinché nella squadra entrino ministri renziani. «Credo che Renzi abbia il dovere politico di impegnarsi nel governo con un maggiore coinvolgimento e quindi con l'ingresso di ministri che rappresentino la sua linea» insiste Giannini. «Se il patto delle larghe intese tiene, lo scenario più probabile non sembra un Letta-bis, piuttosto un Renzi 1, con questo Parlamento e senza passare per il voto» sibila Pippo Civati. ©RIPRODUZIONE RISERVATA