Camorra, un arresto per estorsione
di Adriano Agatti wBRESSANA Un tranquillo capo reparto di un'impresa di pulizie che lavora alla Log Service ma, secondo i carabinieri, in realtà era un affiliato al clan dei casalesi con il «vizio» delle estorsioni. Ieri i militari di Pavia e di Aversa hanno arrestato Giuseppe Di Cicco, 64 anni, residente a Bressana, in via IV novembre. Un trascorso antico da boss della camorra che ha pagato, scontando una pesante condanna, una parte della quale nel carcere di Voghera. Dopo la scarcerazione aveva trovato casa prima a Castelletto e poi a Bressana, con la moglie, e, in apparenza, conduceva una vita normale. Era caporeparto di un'impresa di pulizie che lavora alla logistica. Ma è finito di nuovo nei guai con la giustizia perchè, secondo l'accusa, era uno dei responsabili di una serie di estorsioni messe a segno a Lusciano, un centro del Casertano a pochi chilometri da Aversa. Un persona, Giuseppe Di Cicco, nei confronti della quale aveva indagato anni fa anche lo stesso comandante provinciale dei carabinieri di Pavia, il colonnello Ernesto Di Gregorio, quando comandava il gruppo di Aversa. L'ufficiale, molto esperto in inchieste di camorra, aveva inviato alcuni uomini in Oltrepo per indagare su una persona che nell'ambiente camorristico era molto conosciuta. Insieme a Di Cicco ieri mattina sono state arrestate altre undici persone tra cui anche il fratello Luciano, che è immobilizzato su una sedia a rotelle. Il figlio di Giuseppe Di Cicco ha sempre preso le distanze da parenti «pericolosi», e ha scritto un libro contro la camorra intitolato «Gramigna» con il giornalista Michele Cucuzza. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, illecita concorrenza con minacce e violenza. Secondo quanto emerso dalle indagini della Dda di Napoli (la direzione distrettuale antimafia), l'organizzazione imponeva a commercianti e imprenditori di rivolgersi ad una società di vigilanza. Giuseppe Di Cicco, secondo gli investigatori, operava soprattutto nella zona dell'agro aversano. La famiglia Di Cicco era stata, a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, molto vicina alla nuova camorra di Raffaele Cutolo, in contrasto con il clan dei casalesi. Successivamente sono confluiti nella fazione Bidognetti del clan del cemento, dalla quale avevano ricevuto – secondo gli investigatori – il permesso di operare nel Casertano, proprio nella zona di Lusciano. Di Cicco è stato arrestato ieri mattina dai carabinieri di Aversa, con il reparto operativo di Pavia e la compagnia di Stradella.