Cattaneo rompe gli indugi «L'anti-Renzi sono io»

di Linda Lucini wPAVIA Forte del sondaggio che l'ha messo in testa ai sindaci più amati d'Italia, Alessandro Cattaneo rilancia e si candida ad essere l'anti-Renzi del centrodestra: «Sono il portabandiera di amministratori locali giovani che ogni giorno ci mettono la faccia, di gente che ha voglia di mettersi in campo e di dire la propria. L'innovazione che ha portato il sindaco di Firenze a sinistra anche nel centrodestra non è più rimandabile. Anti-Renzi non mi piace, io faccio una proposta politica credibile. Oggi il tema è quello di avere una riorganizzazione del partito e io sono a disposizione e mi candido a un ruolo in Forza Italia, non alle primarie visto che non si va a votare». Cattaneo nel definire «un raporto dinamico» quello che ha con Silvio Berlusconi ha raccontato anche di aver ricevuto una rapida telefona del cavaliere che si è detto «felice di vedere che il primo tra tanti sindaci di sinistra è un portabandiera di Forza Italia». A portarlo in testa alla classifica dei sindaci fatta dal Sle24Ore sono state 800 telefonate fatte tra le 10 e le 13 (quindi molte casalinghe, pensionati e disoccupati) che hanno risposto alla domanda «rieleggerebbe il sindaco della sua città?». Il sondaggio è stato fatto prima che Cattaneo iniziasse il suo tour elettorale. Cattaneo spera che la nomina del direttore del Tg4 Giovanni Toti come coordinatore di Forza Italia «rilanci davvero il partito» e si è detto convinto che «Berlusconi ha rimesso i falchi nella gabbietta lasciando delusi coloro che cercavano una deriva estremista per il partito». Lui dice di voler restare tra i moderati, anche se il termine non gli piace, ma ritiene necessario un cambio di passo in Forza Italia ed è pronto a metterci la faccia, così come ha fatto Renzi in casa Pd. E se il fiorentino Matteo ha subìto una prima sconfitta ed ha dovuto fare un passo indietro prima di arrivare alla guida del Pd, altrettanto è toccato a Cattaneo nel 2012 quando dopo aver raccolto le firme per la candidatura alle primarie del centrodestra, se le è viste mettere soltanto in calendario per essere subito dopo annullate quando Berlusconi decise di ripresentarsi. Classe 1975 Renzi, 1979 Cattaneo; a 19 anni erano entrambi già in politica guadagnandosi la segreteria del Partito popolare a 24 anni l'uno, e il ruolo di coordinatore cittadino di Forza Italia a 27 anni l'altro. I due si sono incrociati diverse volte, soprattutto negli studi televisivi. L'obiettivo ambizioso di rinnovare li accomuna entrambi. E se Renzi alla Leopolda ha lanciato la rottamazione senza incentivi a sinistra, Cattaneo nel 2012 ha tentato la sua rivoluzione dal basso nel partito dell'allora predellino con il movimento dei formattatori. All'epoca si beccò del ragazzotto da Berlusconi e in vista del voto nazionale Cattaneo fece buon viso a cattiva sorte appoggiando il partito e la candidatura del cavaliere. E, dopo un momento in cui tutti sembravano volere Cattaneo dalla loro, compreso Roberto Maroni che lo voleva al Pirellone, alla fine al 39enne ingegnere di Pavia non rimase altro che restare alla guida della sua città così come fece Renzi battuto alle primarie da Bersani. Meglio girare in bicicletta in città, piuttosto che l'auto blu romana. Meglio una partita a calcio, anche se Renzi punta ai gol e Cattaneo preferisce fare l'arbitro. Meglio correre la mezza maratona nella propria città: Renzi ce la fa in 1,59, Cattaneo preferisce la non competitiva da 10 chilometri di Corripavia. Entrambi si lanciano nel dibattito sul lavoro, Renzi con il suo job act, Cattaneo con la proposta di eliminare il posto fisso che tanto fa discutere.