In Cambogia la polizia apre il fuoco sugli operai in sciopero
Una protesta degli operai tessili cambogiani per un raddoppio salariale è stata repressa ieri nel sangue a Phnom Penh, dove la polizia militare ha sparato su centinaia di lavoratori causando almeno tre morti e due feriti. L'escalation della violenza, arrivata dopo due settimane di scioperi che stanno paralizzando il settore cardine dell'export nazionale, fa salire la tensione politica in un Paese dove la lotta dei lavoratori è ormai confluita nel più ampio movimento di opposizione al governo di Hun Sen, che chiede nuove elezioni dopo quelle viziate da diffusi brogli lo scorso luglio. Gli scontri di ieri sono avvenuti a Veng Sreng, un sobborgo industriale a sud della capitale. I lavoratori hanno difeso le loro barricate armati di sassi, bastoni, fionde e molotov. La polizia ha prima sparato dei colpi di avvertimento, e poi ha aperto il fuoco ad altezza d'uomo. Secondo Chan Soveth, un attivista locale per i diritti umani, i lavoratori feriti in modo grave sono almeno dieci.