Discorso di fine anno tra riforme e attacchi
di Paolo Carletti wROMA Per il suo ottavo discorso di fine anno agli italiani probabilmente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si augurava un clima più sereno. Al contrario, il capo dello Stato il 31 dicembre apparirà sugli schermi sbucando da una rissa politica che ha proprio la massima carica del Paese quale obiettivo principale, soprattutto del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia, oltre che l'immancabile Lega. Così, Grillo in streaming terrà il "contro-discorso" (sempre alle 20,30) per boicottare quello di Napolitano, mentre gli esponenti di Forza Italia - anche se Berlusconi tace, ma è pienamente d'accordo e detta la linea - hanno già fatto sapere (Santanché, Capezzone, Minzolini) - che spegneranno la Tv. In mezzo a tutto ciò, anche la richiesta di impeachment che Grillo minaccia di presentare a gennaio, anche se difficilmente altri partiti o gruppi (solo la Lega Nord ci sta pensando seriamente) lo seguiranno. Napolitano dall'alto dei suoi 8 anni di presidenza, dopo aver superato tempeste ben più temibili, non si farà certo condizionare. Il suo discorso sarà in linea con i moniti che nelle ultime settimane hanno sferzato governo Letta e Camere. Ultimo "sculaccione" "l'invito" all'esecutivo a ritirare il decreto "Salva Roma", nato per regolarizzare il bilancio della Capitale, poi imbottito dai partiti di norme e contributi a pioggia per interventi in tutta Italia che con la natura del provvedimento non avevano niente a che vedere. Quindi, sarà un discorso incentrato sul "bisogna fare". Riferito ovviamente al rilancio del Paese nel 2014: riforme istituzionali, passaggio dalla politica del rigore a quella della crescita, rilancio del progetto europeo con un'azione più incisiva in vista del semestre a presidenza italiana (da giugno), e l'emergenza carceri. Le riforme costituzionali sono «vitali» per il funzionamento della democrazia - ha più volte ribadito Napolitano - non mancando di richiamare alle loro responsabilità per una più ampia convergenza, anche le opposizioni. Inviti a quanto sembra precipitati nel vuoto. Ma nel secondo mandato a cui è stato costretto dall'impasse del Parlamento dopo le ultime elezioni, il Presidente vuole vedere provvedimenti concreti, chiede uno scatto al governo come lo chiede anche il Pd del nuovo segretario Renzi. «Superamento del bicameralismo paritario, snellimento del Parlamento e semplificazione del processo legislativo». Non vuole sentire parlare di elezioni («i cittadini ora attendono risposte»), men che mai vuole andare alle urne con questa legge elettorale, altra riforma ritenuta prioritaria. C'è poi il problema del sovraffollamento delle carceri e il richiamo dell'Ue che «si attende un intervento entro il 28 maggio». Napolitano in pressing su governo e Parlamento, dunque. All'attacco, e non in difesa di fronte all'offensiva degli anti-europeisti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA