Mezzo milione di euro per trovare un posto a chi è disoccupato
PAVIA Un pacchetto di 48milioni di euro per tutta la Lombardia, 518mila euro per la provincia di Pavia. Sono i soldi che la Regione ha deciso di destinare alla dote unica lavoro che punta ad individuare una serie di interventi rivolti a chi è disoccupato, a cassintegrati o persone assunte con contratti di solidarietà, a persone in ingresso nel mercato del lavoro o ad alto rischio di esclusione sociale. Gli operatori accreditati ai servizi al lavoro mettono a disposizione una serie di interventi per accompagnare la persona che entra in possesso della dote nella ricerca di un'occupazione. Ma attenzione, la Regione erogherà il denaro solo quando gli operatori troveranno effettivamente un lavoro a chi è stato seguito in tutto il percorso formativo. Per don Franco Tassone, responsabile dell'ufficio diocesano dei problemi sociali e del lavoro, questa «è una opportunità concreta per disoccupati e in mobilità, aiuti alle persone e alle aziende». Ai 15 enti accreditati in provincia di Pavia finora sono state assegnate 313 doti, ognuna delle quali ha un valore diverso, collegato alla fascia in cui è stato inserito l'assegnatario. Sono quattro le fasce individuate, tenendo conto del periodo di tempo di allontanamento dal mercato del lavoro, dell'età, del titolo di studio e del genere. «La Regione riconosce alla persona un aiuto proporzionato alle sue difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro e ad ogni fascia corrisponde una dote con valore commisurato alle esigenze del singolo», spiega Riccardo Aduasio, direttore del Centro servizi formazione di Pavia, uno degli enti accreditati. Qui, ad oggi, sono state attivate 29 doti, 16 assegnate a maschi, 13 a femmine. Sono 4 i laureati, 7 coloro che hanno un diploma di scuola secondaria di secondo grado, 14 il diploma di scuola media, 4 senza titolo di studio, 1 cassintegrato. L'età media è di 32 anni. «Sono tutte persone fortemente motivate – spiega Aduasio – . Per alcuni sono stati attivati due percorsi formativi, uno per magazziniere e l'altro per operatore d'ufficio. Una formazione finalizzata all'inserimento in un'azienda dell'Oltrepo che sta avviando una logistica». Al Centro servizi formazione la Regione ha destinato 99mila euro, erogati solo a risultato. «Vengono riconosciuti solo alcuni servizi minimi, come l'accoglienza e l'accompagnamento – precisa il direttore -. Ma gli operatori si occupano anche dell'analisi delle attitudini, della formazione alla ricerca attiva del lavoro, insegnando alla persona ad attivarsi per trovare un'occupazione, di un accompagnamento continuo attraverso un tutor, percorso che dura dai 3 ai 6 mesi, di formazione mirata all'inserimento lavorativo. Inoltre provvedono al consolidamento delle competenze». Si tratta, spiegano dal centro di via Riviera, di certificare competenze acquisite in modo informale, ma per le quali non si ha in tasca alcun titolo di studio. Dopo una primo colloquio, sarà il sistema informatico della Regione a stabilire in quale fascia rientra l'assegnatario della dote. Dote che, per chi è in prima fascia e che quindi richiede un aiuto minimo, sarà di 1210 euro. Per la seconda fascia è di 1650 euro, circa 2mila per la terza, 2mila per l'ultima. Stefania Prato