Addio a Mandela, sepolto nella sua Qunu
QUNU Madibà riposa "dentro" il suo Sudafrica. Tolta dal feretro la bandiera del paese per il cui futuro si è battuto e fatto imprigionare per 27 anni, Nelson Mandela è arrivato al termine del suo viaggio ed è stato sepolto come un uomo comune nella terra di Qunu, il suo villaggio natale, con una cerimonia costruita secondo il rito Xhosa, l'etnia alla quale apparteneva: colui che è spirato lontano da casa potrà, attraverso questi rituali, ricongiungersi ai propri avi, che a loro volta metteranno una buona parola con il creatore affinchè quest' ultimo protegga la famiglia ancora vivente. Alla sepoltura hanno assistito alcune centinaia di invitati, tra i quali il principe Carlo, il reverendo Jesse Jackson e Opra Winfrey. In cinquemila avevano invece partecipato alla cerimonia pubblica di qualche ora prima. «Dobbiamo prendere nelle nostre mani la sua eredità», ha detto il presidente Jacob Zuma, puntando a sfruttare il momento d'immagine del lungo addio a mandela per recuperare il gradimento perduto tra la popolazione. «Il tuo viaggio finisce - ha aggiunto Zuma - il nostro deve proseguire in modo scrupoloso. Una cosa possiamo assicurarti, Tata, nel momento in cui fai il tuo passo finale: il Sudafrica continuerà a crescere». Il presidente sudafricano aveva cercato in questa settimana di fare dei memorial per Mandela un'operazione di marketing politico, parzialmente fallita martedì scorso, appena all'inizio del lungo addio al leader, quando una salva di fischi lo ha accolto nello stadio di Johannesburg e salutato con entusiasmo, invece, Barack Obama. Il governo sudafricano traballa, scosso da scandali che hanno travolto personalmente Zuma e poche ore prima del funerale era venuto fuori un sondaggio secondo cui il 51% dell'African National Congress ne gradirebbe le dimissioni.