Poste a San Martino Coda fino in strada
di Anna Ghezzi wSAN MARTINO Due sportelli aperti, la fila arriva fino alla strada. E di nuovo scoppia la protesta a San Martino. Le Poste di via Trieste tra le 10 e le 12 di un normale giorno feriale diventano una specie di purgatorio: attese infinite anche perché gli sportelli del paese sono utilizzati anche da molta gente di passaggio perché più comode per il parcheggio rispetto a tanti uffici della città di Pavia. «C'era la fila fino a fuori – racconta Paola Cigala, titolare di un'attività commerciale in paese – io sono cliente delle Poste da vent'anni, ma ora non posso nemmeno più utilizzare il servizio di spedizione pacchi perché c'è troppo da aspettare e io non mi posso permettere di chiudere il negozio per un'ora ogni volta che devo spedire qualcosa. Dunque non spedisco più con Poste. E poi prima c'erano tutti gli sportelli aperti, ora hanno dimezzato gli sportelli e ridotto l'orario di apertura». Il coro è sempre lo stesso, la quiete arriva solo dopo le 12, ma spesso si deve attendere un'ora per fare quel che si deve. «L'ufficio di San Martino è stato depotenziato l'anno scorso – spiega Maurizio Dassù, Cisl – anche se noi sindacati sosteniamo da sempre che per la sua conformazione e la sua utenza San Martino dovrebbe essere considerato uno degli uffici del capoluogo. Purtroppo non avrà iniezioni di nuovo personale in base all'accordo dell'8 novembre, che inserirà nuovo personale allo sportello soprattutto in Lomellina e Oltrepo dove, comunque, c'erano molti problemi che con questo accordo speriamo si risolvano». Entro fine anno infatti, per la provincia di Pavia sono previsti nove passaggi da portalettere a sportellista, di cui 4 saranno formati come specialisti nelle sale consulenza. Ci saranno poi quattro postini che da part time diventeranno full time, lo stesso un impiegato allo sportello. Inoltre da gennaio proseguiranno gli incontri con l'azienda. «Gli interventi previsti, in particolare la mobilità volontaria provinciale e regionale e le trasformazioni da part-time in full-time dovrebbero evitare il ricorso alla mobilità collettiva– afferma Giacomo de lorentis, Cgil – Nel 2014 si porrà il problema dei centri di recapitoin carenza di organico, anche a seguito delle sportellizzazioni previste. Per noi si potrà risolvere solo con una massiccia trasformazione dei part-time in tempo pieno. Con le sportellizzazioni previste si porta un po' di ossigeno anche negli Uffici postali, anche se ancora insufficiente per sopperire al fabbisogno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA