Juve, si ferma Pirlo Per un mese Conte sarà senza regista

TORINO Sulla Juventus, che vola in campionato e cerca il trampolino di lancio in Champions ad Istanbul, è caduta la tegola dell'infortunio di Pirlo. Il regista resterà fuori per un mese, saltando la sfida con il Galatasaray, martedì 10. A fermare Pirlo è una lesione al legamento collaterale del ginocchio destro, colpa di uno scontro fortuito con Lazzari. Pirlo è insostituibile: non esiste un vice, se non con caratteristiche diverse. L'ha ribadito la gara con l'Udinese, quando al posto dell'ex milanista il tecnico ha alternato Pogba e Vidal. Il cileno sembra l'uomo più indicato per dirigere il gioco. L'infortunio di Pirlo non ha rovinato il clima in casa bianconera, dove si festeggia il +3 sulla Roma. La vittoria colta al 91', con la testata di Llorente, è di quelle pesantissime. La prima buccia di banana è stata saltata senza inciampare. E lo spagnolo è una certezza: «Mi sono completamente ambientato nei meccanismi di gioco, e tutto è diventato più facile. Sapevo che il lavoro in allenamento avrebbe pagato». Cresce l'attesa per Galatasaray-Juve: «È ovvio - ha sottolineato Marotta - che andare avanti in Champions garantisce tranquillità economica alla società. Ma non bisogna dimenticare che, al di là del valore delle squadre, in queste competizioni sono gli episodi a potere essere decisivi». Dall'esito della sfida di Istanbul non dipendono le strategie del mercato di gennaio: «Questo gruppo non ha bisogno di innesti» - ha spiegato Marotta - lo dicono non solo le statistiche, ma anche il rendimento. Da decine e decine di partite andiamo sempre in gol e adesso anche la difesa si è assestata e viaggia verso altri record». La maledizione della curva: 12000 ragazzini allo Juventus Stadium al posto degli ultrà era un'idea di successo che una nota stonata, inattesa e volgare, rischia di rovinare. Il giorno dopo si punta l'indice su chi accompagnava quei ragazzi. Se il presidente onorario dell'Inter, Massimo Moratti, ha sottolineato che «i bambini hanno una colpa relativa», a sottolineare quella dei «grandi» sono stati Arrigo Sacchi e Fabio Capello. «Che gioia i bambini nelle curve della Juve - ha detto l'ex ct azzurro - L'unica cosa negativa quei cori, ma lì è colpa di chi li ha accompagnati». «Lo speaker dello stadio avrebbe dovuto intervenire», ha affermato il ct della Russia -, invitandoli a incitare la loro squadra piuttosto che a offendere. Nessuno ha fatto nulla e i cori sono proseguiti, soprattutto gli accompagnatori non hanno fatto nulla».