Il premier: ci opporremo agli estremismi

«Resisteremo sempre alle spinte della violenza, prima verbale e poi fisica, dell'intolleranza, della xenofobia e del razzismo che in Italia stanno crescendo in maniera preoccupante». Enrico Letta sceglie la Sinagoga di Roma e l'incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, per rispondere (senza nominarlo) a Beppe Grillo, che ieri a Genova ha parlato di «estrema unzione per la classe politica» . L'affondo di Letta parte proprio nel giorno in cui Netanyahu sbarca a Roma per il summit intergovernativo con il governo italiano e lancia l'allarme sul dossier nucleare di Teheran. «L'Iran cerca la bomba atomica ma noi non lo permetteremo e risponderemo quando ce ne sarà bisogno» avverte il premier israeliano che , guardando Letta, ripete: «Non starò zitto». La visita in Italia è la prima in un Paese occidentale dopo quell'accordo di Ginevra che Netanyahu ha già bollato come un «errore storico». Perché, tuona dall'altare della sinagoga di fronte alla comunità ebraica romana che applaude fragorosamente, «ogni giorno metto in guardia sui pericoli» del nucleare iraniano. Che non sono solo di Israele, ma di tutto il mondo, Italia compresa. Letta ascolta e sottolinea di «conoscere la posizione, i timori e le paure di Israele». E rassicura che la «denuclearizzazione a fini militari dell'Iran è un obiettivo che accomuna la comunità internazionale», dicendosi convinto che «ci riusciremo». Ma la strada, l'unica, per raggiungere questo obiettivo è «pacifica e diplomatica», rimarca il presidente del consiglio.