«Così raccontiamo il Novecento, secolo tragico e visionario»

Domani alle 17,30 nell'aula Caminetto del palazzo San Tommaso, in piazza del Lino 2 a Pavia, si terrà l'incontro "Essere attori tra cinema e teatro" con Michele Placido e Sergio Rubini (nella foto), protagonisti dello spettacolo Zio Vanja (regia di Marco Bellocchio) in programmazione al Teatro Fraschini di Pavia da domani a domenica. Dialogheranno con gli attori Fabrizio Fiaschini, Federica Villa. L'incontro è organizzato nell'ambito di S.A.B. Student Arts Box, un progetto che il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Pavia ha realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo per orientare gli studenti nel panorama attuale dell'offerta artistica e culturale, favorendo la partecipazione a spettacoli, mostre, proiezioni cinematografiche ed eventi che intrecciano le varie discipline artistiche. PAVIA Il romanziere-poeta Erri De Luca e il cantautore Gianmaria Testa saranno questa sera alle 21 Teatro Don Bosco di Pavia (via San Giovanni Bosco) per il Festival dei Diritti 2013, con "Che storia è questa", un dialogo tra canzoni e poesia, per voce e chitarra, che ripercorre la Storia del ‘900, attraverso temi a entrambi cari (ingresso gratuito fino ad esaurimento posti, con apertura porte ore 20.30, non si accettano prenotazioni). Dalle migrazioni all'amore, dalle guerre alla prigionia, i due artisti ripercorrono un secolo ormai antico che tuttavia, per molti versi, non si è ancora completamente staccato dall'oggi. «Raccontiamo il 1900, secolo tragico e visionario, che ha offerto ai suoi contemporanei il cinema e lo sterminio, l'antibiotico e il più vasto sistema carcerario della storia umana – dice Erri De Luca – Raccontiamo i viaggi di fortuna nel guscio di battelli sgangherati e il cammino dei piedi nei centimetri dei cortili all'ora d'aria, e poi la fedeltà di chi non lascia la sua città assediata né la donna amata in gioventù. Cantiamo da soli e insieme. Ballare no, ce ne stiamo seduti, come si conviene agli invitati. Perché salire su un palco è stare da ospiti di persone venute all'ascolto di qualche storia». Spesso i due finiscono per scambiarsi di ruoli e allora è Erri a cantare e Gianmaria a leggere, ma quel che è certo è certo è che ogni volta è un racconto diverso. «Questo non è uno spettacolo, ma quanto di più semplice si possa immaginare – dice Gianmaria Testa - Erri racconta delle cose e io ci suono attorno, in un dialogo che di volta in volta cambia un po': ogni volta, prima di iniziare, Erri mi dice di cosa parlerà e io mi adeguo. Ovviamente condividiamo quello che l'uno dice e l'altro canta». Insieme, lei ed Erri De Luca avete già portato in giro "Chisciotte e gli invincibili", come nasce il vostro sodalizio? «Da una profonda e fraterna amicizia prima di tutto. Il nostro non è un progetto artistico e non c'è nulla di programmato, se non un accordo, non scritto ma sottoscritto idealmente da entrambi, che dice che andremo avanti a lavorare insieme fino a quando l'amicizia continuerà ad essere in crescita». Quali sono le analogie tra il secolo che raccontate e il secolo che stiamo vivendo? «Abbiamo fatto passi in avanti? Questa è la vera domanda. Per quanto mi riguarda penso che questo secolo non sia ancora veramente cominciato. O meglio è cominciato dal punto di vista tecnologico, ma dal punto di vista filosofico siamo ancorati al secolo scorso. Mentre il passaggio fra '800 e '900, con l'evoluzione tecnologica che anch'esso ha comportato, ha avuto in parallelo un'evoluzione filosofica grazie alla volontà di elaborare con il pensiero quanto stava accadendo (vedi Il Capitale di Marx o il Futurismo), mi pare che, dalla seconda guerra mondiale in poi, non si rifletta più. Stiamo ancora tossendo dentro alla polvere del '900». (m. piz.)