Il giallo dell'estorsione al titolare del punto Snai
CASORATE «Per convicermi a dargli 3mila euro, quell'uomo scostò il giubbotto e mi fece vedere il calcio di una pistola». L'ex gestore del punto Snai di Casorate racconta così quella che, a processo, è stata valutata come una tentata estorsione. Anche se la difesa del presunto estorsore, mostra un documento da cui si desume che la vittima avrebbe continuato, anche dopo l'episodio, a versare somme di denaro su un conto intestato alla moglie dell'imputato. Una vicenda intricata, insomma, quella che è arrivata, ieri, davanti al collegio presieduto da Cesare Beretta e composto da Luigi Riganti e Pietro Balduzzi. L'imputato si chiama Andrea Gambis, ha 54 anni ed è difeso dall'avvocato Luciana Taveggia. Ieri è stata sentita la parte offesa, cioè l'ex gestore Snai di Casorate che, attualmente, lavora per la stessa società ma a Vigevano. L'uomo ha spiegato ai giudici che per lui era una consuetudine quella di dare somme di denaro (10 o 20 euro) ai clienti più "problematici", generalmente a quelli ubriachi, perchè uscissero dall'agenzia e non creassero problemi agli altri clienti, ma anche a chi aveva bisogno di piccole somme per comprare le sigarette. In questo contesto - sempre stando alla testimonianza - la presunta vittima dell'estorsione avrebbe iniziato a dare somme di denaro anche a Gambis. Somme che iniziarono a crescere, fino a una prima consegna di 400 euro. «Gambis mi diceva sempre "ti firmo una carta", ma non so se si trattasse di impegni a restituire i quattrini». La seconda consegna di denaro, sulla soglia dell'agenzia, è di mille euro. Il titolare dà i soldi a Gambis, ma presenta anche una querela ai carabinieri per giustificare gli ammanchi di cassa. La terza occasione, il 14 marzo 2012, è quella in cui Gambis avrebbe mostrato al gestore dell'agenzia il calcio di una pistola, per ottenere 3mila euro. Nel frattempo, tuttavia, i carabinieri hanno iniziato le indagini. Organizzano un appostamento a Casorate, ma vedono soltanto l'imputato entrare e uscire dal punto Snai in differenti orari. Non vengono disposte perquisizioni, per cui la pistola di cui parla la parte offesa non viene ritrovata. Rimane la querela, che porta al rinvìo a giudizio, e alcune perplessità sollevate dalla difesa. Che, nel frattempo, ha ottenuto una perizia psichiatrica per l'imputato, tesa ad accertare la sua capacità di stare in giudizio. Nel frattempo, sempre dalla difesa, arriva la produzione di bollettini postepay intestati alla moglie di Gambis. Documenti dai quali risulterebbe che l'ex gestore Snai di Casorate versa a più riprese quattrini alla famiglia. «L'ultimo versamento è di ottobre», dice l'avvocato. E si parla di somme non indifferenti, anche 400 euro al mese. Ma prima di chiarire questo mistero, il collegio ha disposto la perizia sull'imputato.(f.m.)