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BRONI-MORTARA È un progetto sbagliato e anch'io dico no nHo apprezzato l'iniziativa della Provincia Pavese per il forum organizzato in redazione sul controverso progetto dell'autostrada Broni-Mortara e ho letto, con interesse, il resoconto della discussione, ieri, sulle colonne del giornale. Credo di conoscere bene la Lomellina, e non solo per averla girata in lungo e in largo durante il mio lungo servizio parlamentare; so quali sono le sue preziose risorse, così bene ricordate in non pochi interventi che il forum ha registrato. Risorse che devono essere difese piuttosto che insidiate da iniziative sbagliate come la progettata autostrada. Proprio per questo ritengo doveroso aggiungere la mia voce, per quello che vale, a quella di coloro - e sono numerosi, singoli, organizzazioni e istituti - che hanno espresso un fermo e convinto rifiuto. Virginio Rognoni PAVIA La sicurezza dipende anche da noi ciclisti nSono una appassionata cicloturista che da poco si è trasferita a Pavia e usa la bici come mezzo di trasporto abituale. Sono rimasta sconcertata dal fatto che qui la quasi totalità delle biciclette circoli senza luci e catarifrangenti, oltre che - se pur non obbligatorio, ma indispensabile per una vera sicurezza - non venga usato il casco. È obbligatorio all'imbrunire il giubbino catarifrangente nelle strade extraurbane, e anche questo in periferia non vedo mai, oltre al fatto che le strade urbane non sono così ben illuminate da dare sicurezza di visibilità: mi sembrerebbe saggio indossarlo, come sono abituata a fare soprattutto in serate di nebbia e pioggia. Ho letto con dispiacere la notizia dell'anziano investito da una Panda. L'automobilista afferma di non averlo visto, ma non viene detto se il ciclista era in regola con le norme del codice. Mi farebbe piacere una campagna di sensibilizzazione alla sicurezza dei ciclisti che dipende non solo da piste ciclabili ecorrettezza degli automobilisti, ma anche da comportamenti corretti e prudenti dei ciclisti stessi. Giovanna Mascheroni mede Grazie a chi ha trovato il mio portafoglio nVorrei attraverso le pagine della Provincia Pavese ringraziare la persona - che non ha voluto assolutamente si sapesse chi è - che l'altra mattina mi ha fatto pervenire il mio portafoglio con tutto quanto dentro. Grazie di cuore, fa piacere sapere che c'è tanta brava gente onesta, e un grazie anche al personale della Parma e Piacenza di Mede per la disponibilità. Paola Anfossi tasse Quanto pesa la Tares sulle nostre famiglie nQuest'anno a pavia il nostro contributo al Comune per la Tares ha avuto un notevole rialzo. Osservando la composizione delle tariffe, sono rimasta sorpresa dal fatto che la quota variabile consideri il numero delle persone che compongono il nucleo familiare, senza tener conto se alcune di esse sono minori e non producono reddito. Mi sono posta degli interrogativi sulle modalità di questo intervento che grava sulle famiglie numerose. Per esempio, una famiglia composta dai genitori e da quattro bambii in età minore paga come se i bambini fossero adulti e con lavoro retribuito. I bambini non producono e sono alle totali dipendenze economiche dei genitori. Perchè devono essere soggetti a pagare una tassa? Le dinamiche economiche della nostra città non tutelano la famiglia nei suoi bisogni primari e nelle sue relazioni sociali (vedi mensa scolastica, attività ricreative e altro). Vorrei tanto far capire che il politico non può non affrontare il problema della famiglia nella sua complessità soprattutto dal punto di vista economico, vorrei che il politico si prendesse cura della famiglia quale bene prezioso e inviolabile di una società fondata sulla equità. Mi spiego: sappiamo benissimo che gli stipendi sono insufficienti soprattutto nella classe medio bassa, pagare la Tares per questo tipo di famiglia numerosa genera una evidente difficoltà. Sarebbe opportuno per esempio ridurre la Tares in funzione del numero dei figli minori, oppure considerare questa tassa partendo dal reddito familiare e dividendolo per il numero dei componenti la famiglia. Perchè non prendere esempio da altri paesi europei, come la Francia, che tutelano la famiglia con sussidi importanti per i minori? Lettera firmata san martino Il goffo omaggio alla figura di Modini nDobbiamo riconoscere unicamente al prof. Lanfranco Bolis, invitato dai familiari, il merito di aver fatto rivivere con parole chiare e necessariamente sintetiche il profilo del compianto Giuseppe Modini, ricordato in una serata 'ad hoc' presso l'ex-biblioteca di San Martino Siccomario. L'intervento di Bolis, amico personale di Modini, rende giustizia al resto della serata, pregiudicata dall'evidente impreparazione delle associazioni proponenti l'evento, impreparazione dettata da una scarsa conoscenza personale della figura di Modini di cui non si è praticamente discettato, preferendo la facile "scorciatoia" di mostrare - a che titolo poi? - una carrellata di immagini storiche della nostra comunità; in secondo luogo proponendo un programma musicale e di letture che con Giuseppe Modini c'entravano come i cavoli a merenda. Modini andrebbe ricordato seguendo quattro filoni principali della sua biografia: la militanza nel Partito comunista italiano, un frammento a suo modo significativo nella storia della sinistra pavese e di San Martino; il suo amore per la lettura e i libri; la sua ammirazione per l'arte; da ultimo, la sua amicizia con la Mensa del povero di Canepanova. Alle associazioni locali che con troppa tempestività hanno voluto ricordare, maldestramente, Modini concediamo il beneficio della buona fede. Un po' meno all'amministrazione comunale che, altrettanto tempestivamente, ha provveduto a mettere il cappello sopra a quello che avrebbe dovuto essere un momento sospeso fra memoria storica, passione civile e affetto personale, inserendo la serata nel contesto della 'tre giorni sanmartiniana'. La stessa amministrazione che con un tratto di penna due anni fa ha cancellato piazza Berlinguer e che tollera le discutibili iniziative della Pro loco, da ultimo la vergognosa gita a Predappio. Modini non avrebbe gradito, siamo sicuri. Possiamo dirlo perchè noi l'abbiamo conosciuto, spesso condiviso battaglie e altrettanto spesso litigato su questioni che accendevano gli animi di entrambe le parti; proprio per questo, forse - anzi siamo certi - avrebbe preferito essere alla Feltrinelli di Milano, la stessa sera, per discutere - sicuramente animatamente - con Achille Occhetto, lì a presentare il suo ultimo libro su quegli anni drammatici e pieni di speranza che furono quelli della svolta. Noi c'eravamo. E lui con noi. Emanuele Chiodini e Alessandro Bronzini politica / 1 Kennedy, la lezione che non impariamo nNei giorni del 50° anniversario della morte del presidente Kennedy, mi sembra interessante ricordare una sua famosa frase: «Non chiedere che cosa può fare il tuo paese per te, ma che cosa puoi fare tu per il tuo paese». In questa disastrata Italia, mentre ci sono tante persone che hanno fatto e fanno moltissimo, lavorando tutta la vita e comportandosi onestamente, c'è (purtroppo) anche una schiera di soggetti che ha avuto ed ha tuttora tantissimo senza aver fatto nulla. Di chi parlo? Innanzitutto dei politici, moltissimi dei quali sono entrati in politica con le pezze sul fondo schiena e si sono arricchiti, tratto immensi privilegi a cui non vogliono rinunciare neppure in un periodo di profonda crisi come l'attuale. Oggi noi comuni mortali potremmo fare davvero molto per il nostro paese. Dovremo scendere ogni giorno in piazza. Dimostrare pacificamente alle sedi di tutti chiedendo che la smettano di prenderci in giro, che siano ridotti veramente i costi della politica, dicendo che non vogliamo, soprattutto per i nostri giovani, un futuro di povertà e di schiavitù. Siro Zangrandi politica / 2 Il Cavaliere, il golpe e la grazia nIl giorno della decadenza è arrivato e il senatore Berlusconi continua a gridare al "golpe" nei suoi confronti e pretende che gli sia concessa la grazia da parte del Presidente della Repubblica. Non entro nel merito della grazia perché l'arroganza del Cavaliere si commenta da sola. Per quanto riguarda il golpe (colpo di Stato) ricordo che, quando era al governo, Berlusconi ha sempre sostenuto (anche in certe leggi a lui favorevoli) che il Parlamento è l'espressione del popolo e quello che decide il Parlamento è sacrosanto. A mio giudizio questo Parlamento è stato legittimato dal consenso del popolo alle ultime elezioni e pertanto lo rappresenta sacrosantemente. Berlusconi dovrà pertanto accettare le decisioni del Senato (che non è scontata al 100%) così come il popolo italiano ha dovuto accettare alcune leggi abbastanza vergognose votate durante i suoi governi (esempio, il falso in bilancio delle società). Voglio dire ancora una cosa. Berlusconi asserisce di avere prove inconfutabili della sua innocenza nel processo Mediaset. Perché non le ha presentate durante i tre gradi di processo? In ogni caso può sempre presentarle al Tribunale di Strasburgo al quale ha fatto, a suo dire, ricorso. Aurelio Mariani