Letta: la seconda rata Imu non si paga
di Vindice Lecis wROMA La seconda rata dell'Imu non si pagherà. Parola di Enrico Letta che mette la parola fine al balletto di interpretazioni alle parole preoccupate del ministro Saccomanni sulla saldezza dei conti pubblici italiani e garantisce un assist ad Alfano nel braccio di ferro con berlusconi e i falchi del Pdl. Come e dove si troverà la copertura non è ancora dato sapere, anche perché restano chiare le parole del vice ministro Fassina che ha negato l'esistenza di un tesoretto. E' stato solo un «corto circuito» interpretativo, minimizza Letta tentando di spegnere le polemiche. Ma la coperta è corta e un focolaio rischia di aprirsi anche sul pagamento dell'Imu sui terreni agricoli. Il fronte delle coperture si arricchisce ogni giorno di proposte. Alcune tramontano subito,come quella di aumentare gli acconti Ires e Irap per le imprese. La copertura per abolire la seconda rata dell'Imu potrebbe allora arrivare solo grazie all'incremento degli acconti per le banche, facendoli salire ad una percentuale che si aggira intorno al 120%. «Esercizio complicato» ammette sconsolato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini. Mentre il ministro Saccomanni insiste che le coperture «non saranno indolori». Per questo, denuncia Sel, Letta «non deve fare il pesce il barile sulle coperture necessarie che a quanto pare non sono state trovate». Per Rifondazione comunista «serve una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze». La legge di stabilità non piace a nessuno, né alle forze sociali e né ai parlamentari. Il Pd, ad esempio, sta lavorando per cambiarla abbastanza profondamente sul versante del welfare e del fisco. Il pacchetto di emendamenti prevede il restringimento entro il tetto di 28mila euro della platea dei beneficiari del cuneo fiscale; l'attenuazione del blocco dell'indicizzazione tra 1.500-3.000 euro lordi annui recuperando le risorse da un inasprimento del contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro; l'uso più flessibile delle risorse per gli esodati in modo da salvaguardare la platea dei salvaguardati e prevedere la possibilità di andare in pensione con le vecchie regole per i lavoratori over 62 che perdono il lavoro e fruirebbero degli ammortizzatori sociali. Il Pd ha messo a punto circa 600 emendamenti che saranno presentati entro oggi, alla scadenza dei termini. L'obiettivo, spiega il relatore democratico Giorgio Santini, «è di arrivare sino a un miliardo di risorse in più». Inoltre si sta studiando la possibilità di garantire un reddito di sostegno all'inclusione attiva ai senza lavoro. Anche il Pdl lavora a un suo pacchetto di emendamenti (ne presenterà 800) puntando tutto su una proposta choc: sdemanializzazione e vendita delle spiagge italiane nelle zone a più alta densità turistica che garantirebbero 7-8 miliardi. Una proposta che sta suscitando reazioni. Inoltre il Pdl propone una rottamazione delle cartelle esattoriali: una sanatoria. La legge di stabilità sarà «il banco di prova» delle politiche del governo «e si danno risposte positive oppure no» commenta il segretario della Cgil Susanna Camusso. Per questo bisogna «spostare il peso fiscale verso le rendite e i patrimoni e alleggerirlo sul lavoro e sulle pensioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA