Bce taglia i tassi, ossigeno per l'economia
ROMA La Bce taglia il costo del denaro allo 0,25%, il minimo storico. Con una mossa a sorpresa Mario Draghi ha dato una sforbiciata ai tassi di interesse di 25 punti base e i mercati hanno subito reagito con entusiasmo che però con il passare delle ore si è molto raffreddato, soprattutto a Milano dove la Borsa ha chiuso con un meno 2% dovuto soprattutto ai titoli bancari. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si restringe e l'euro perde terreno nei confronti del dollaro ribassando a quota 1,33 dollari. E' stato lo stesso governatore Mario Draghi e spiegare a più riprese il quinto taglio consecutivo della Banca centrale europea, deciso «all'unanimità», dunque anche con il consenso dei tedeschi che però avrebbero voluto posticiparlo. A ottobre «il tasso di inflazione è stato più forte del previsto», dice Draghi aggiungendo che «a dicembre forniremo chiarimenti sulla nostra valutazione di inflazione bassa per un lungo periodo di tempo», e che comunque i tassi di interesse resteranno bassi e potrebbero scendere ancora se il periodo di bassa inflazione dovesse essere prolungato. Draghi ha ammesso che la ripresa «è modesta nella seconda parte del 2013». Per questo la Bce ha ritenuto che non fosse il caso di aspettare oltre per intervenire. Nell'Eurozona non c'è però nessun rischio di un lungo periodo di deflazione e crescita stagnante come è accaduto in Giappone. Il governatore ha sollecitato ancora una volta riforme strutturali. L'Italia è un Paese che ha bisogno di stabilità e riforme, ha detto in serata il governatore che parlando a un forum ad Amburgo ha confermato l'analisi fatta su Berlino da Fmi e dal governo Usa, ovvero che il surplus della bilancia commerciale tedesca è alto. L'Eurozona ha «i fondamentali più forti del mondo» e «un deficit tra i più bassi del mondo che ci concreta in un piccolo avanzo primario, l'inflazione bassissima e il più elevato surplus del mondo: ciò non si traduce automaticamente in una ripresa galoppante in assenza di riforme strutturali», il monito. La mossa della Bce è stata accolta con favore dal mondo politico e da quello economico. Il taglio dei tassi di interesse avrà infatti l'effetto di iniettare più liquidità nel sistema. Il ridotto costo del denaro dovrebbe infatti favorire l'accesso ai finanziamenti per le aziende e anche per le famiglie attraverso mutui e finanziamenti personali. E ovviamente agevolerà le esportazioni di tutte le imprese europee. «E' una grande notizia, la dimostrazione che la Bce ha a cuore le sorti della crescita e della competitività della Ue», commenta Enrico Letta. Per l'associazione delle banche tedesche invece il nuovo taglio dei tassi avrà un «basso effetto sull'economia». Secondo le stime della Cgia il taglio deciso dalla Bce porterà a una riduzione dei costi per le imprese di 2,3 miliardi euro. «Se le banche non tornano a prestare denaro è impensabile avviare in Italia una effettiva inversione di tendenza», avverte il sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA