Muro contro muro fra montiani e popolari
È ancora muro contro muro dentro Scelta civica dove le due componenti, quella dei "popolari", guidati da Mario Mauro, e quella dei "montiani" sono ormai allo scontro totale, con nuove dimissioni e polemiche che si rincorrono, e con il conteggio delle forze in campo che è diventato una vera e propria resa dei conti nella riunione del direttivo di ieri sera. Un conteggio che, al momento, darebbe una maggioranza nel partito ai "montiani", anche se il gruppo degli «11+1», dissidenti "popolari" del Senato, dà mostra di compattezza. Creando non pochi problemi al partito visto che a Palazzo Madama, dove il ruolo di Scelta civica è fondamentale negli equilibri politici, una scissione in due tronconi del gruppo unico (con l'Udc) sarebbe deleteria. E su questo giocano i "popolari" che rinserrano le fila, dettano condizioni, e puntano a sminare politicamente la valenza del direttivo del partito. Una riunione in cui i "montiani" hanno cercato invece di fissare la linea che più che politica rischia di essere una specie di "linea Maginot" sorpassata la quale si esce dal partito. Alla riunione non c'erano né il ministro Mario Mauro, impegnato a Bruxelles, né il presidente uscente Mario Monti.