«Cerchiamo le diossine»
BELGIOIOSO Procede su più fronti la battaglia contro l'ampliamento dell'inceneritore di Corteolona. Da una parte il ricorso al Tar che i sindaci di Monticelli e Santa Cristina, Enrico Berneri ed Elio Grossi, fanno sapere che verrà presentato entro il 14 novembre, dall'altra la richiesta di un monitoraggio sulla popolazione del Basso pavese per valutare gli effetti delle polveri che fuoriescono dall'impianto di A2A. Stefano Marton, medico legale e membro del direttivo provinciale di Cub sanità, propone di individuare la presenza di diossina negli alimenti (uova e pollame)prodotti vicino all'inceneritore e di cercare la sostanza sugli abitanti con esami del sangue e nel latte materno. «Indagini che si chiuderebbero in un anno – spiega Marton – per verificare se esiste contaminazione per chi è esposto alle polveri, per valutare l'impatto sanitario». Dal medico legale arriva anche la richiesta di istituire un comitato di garanti che affianchi chi esegue i monitoraggi. Proposte presentate l'altra sera nell'incontro organizzato dal Pd locale «per trovare una strategia comune per bloccare l'impianto», dice Marco Greppi, segretario cittadino, che ha invitato i sindaci della Consulta Ambiente e quelli della Convenzione ambientale. A presentare ricorso al Tar sono già 11 Comuni, ma ieri, dicono Berneri e Grossi, a tutti i centri della Bassa è stata inviata la bozza di delibera per aderire al ricorso di cui si occuperà l'avvocato Paola Brambilla, presidente Wwf Lombardia. «Le adesioni devono arrivare entro il 31 ottobre», afferma Grossi. Berneri, presidente della Consulta, fa sapere che verranno ascoltati dalla commissione sesta in Regione. Si schiera per la linea dura il sindaco di Costa, Luigi Boschetti, che ribadisce il no all'ampliamento e dice: «Il nostro territorio è tra i più inquinati e non ha bisogno di altra spazzatura». «Si può ancora fermare, la Provincia ne ha il potere», dice Angelo Cobianchi, primo cittadino di Pieve Porto Morone. E su questo è d'accordo anche Stefania Pernice, alla guida di Filighera e della Convenzione che, rivolgendosi all'assessore provinciale Alberto Lasagna, chiede: «La Provincia rilascerà l'autorizzazione»? E Lasagna risponde: «Il no deve essere politico, ma anche tecnico. Le criticità sanitarie, ambientali e viabilistiche devono essere risolte dalla società». Stefania Prato