«Immobili di pregio Le tasse ci affondano»
di Fabrizio Guerrini wPAVIA «Meno Iva sulle case di pregio, per tornare a fare investire sul mattone: di questo ci sarebbe bisogno in provincia di Pavia»: il punto in più di aliquota Iva conferma, invece, la regola. Il Fisco non fa sconti per il settore edilizio che, in provincia di Pavia, sta vivendo la fase più bassa della sua storia: il mercato immobiliare pavese, infatti, è il peggiore della Regione, insieme a Mantova. Secondo le stime della Camera di commercio di Milano (che ha incrociato i dati dell'Agenzia del territorio), le transazioni in un anno solo calate a Pavia del 31,6 per cento (da 6.737 a 4.608) contro una media regionale che ha fatto registrare un calo del 24,9 per cento (mentre a livello nazionale si è arrivati a meno 25,7 per cento). Tutta la Regione paga dazio alla crisi, ma la provincia di Pavia di più di altre zone. E in questo quadro di crisi irrompe l'aumento dell'aliquota Iva. All'apparenza non dovrebbe essere un fattore più pesante di altri. Con una premessa: l'Iva va versata nel caso in cui l'acquisto di un immobile non avvenga tra privati, ma da un'impresa (entro cinque anni dalla fine dei lavori) o da un'agenzia. E , con l'Iva da versare, si dovrà calcolare, in questi casi, la nuova aliquota al 22 per cento nel caso di compravendite di immobili che rientrano nelle categorie A/1, A/8 e A/9 quindi considerati immobili di pregio. Per tutti gli altri si resta nel regime di sempre con l'Iva al 4 per cento se si tratta di abitazione principale o del 10 per cento. Ma il «fattore Iva 22» ha, comunque, effetti negativi. «Ad essere penalizzato è quello che un tempo era definito l'investire sul mattone – osserva Massimo Lardera, presidentedi Confedilizia di Pavia – Il mercato delle case di pregio rischia di essere ulteriormente rallentato. Ed era l'unico che mostrava qualche cenno di movimento. Perchè, va sottolineato, per le abitazioni di classe medio bassa». Orizzonti cupi per l'edilizia pavese, l'effetto Iva non li rasserena: «Certo che no – aggiunge Lardera – le imprese edili hanno già in carico appartamenti e villette senza nessun acquirente: è un magazzino che probabilmente non potrà essere smaltito. Senza contare di come le imprese dovranno fronteggiare i costi in crescita». Salasso ristrutturazioni. L'Iva al 22% si applica alle parcelle professionali di geometri, architetti e ingegneri chiamati in causa per lavori di ristrutturazione. Ma si deve calcolare anche sui compensi per la certificazione energetica da allegare al rogito in caso di compravendita o da inserire negli annunci immobiliari di vendita o locazione. Ricade, va ricordato nell'Iva al 22% anche tutto il settore dell'arredamento e degli elettrodomestici. Insomma tutto l'universo della casa è di nuovo messo sotto pressione. Per la provincia di Pavia un'altra brusca sterzata verso il basso. Oltre alle tasse da tagliare, è anche un altro lo scatto che attende il comparto edilizio. Ed è quello del credito alle famiglie: la concessione dei mutui è, dati alla mano, di nuovo in picchiata. Meno 23 per cento sullo stesso trimestre dello scorso anno. Il mattone resta al palo.