Kyenge: «Ora cambiamo la Bossi-Fini»
LAMPEDUSA Si è commossa, ha pianto, davanti a quei corpi inghiottiti dal mare e che vengono recuperati senza interruzione. Il ministro per l'Integrazione Cecile Kienge, ha sostato a lungo sul molo Favaloro di Lampedusa davanti ai cadaveri degli africani e poi davanti ai giornalisti, senza mai togliersi i grandi occhiali scuri, è sbottata: «La settimana prossima avvieremo un coordinamento interministeriale» per rivedere la Bossi-Fini. La legge va cambiata, non ci deve essere un approccio repressivo ma accoglienza». «Sono assurdi gli avvisi di garanzia per reato di clandestinità nei confronti dei superstiti della tragedia di Lampedusa - ha detto - Di fronte ai morti non ci sono parole. Sono momenti difficili che ci mettono di fronte alle nostre responsabilità». «Abbiamo visto le bare - ha aggiunto - Non possiamo accettare una tragedia come questa. Chiediamo attenzione all'Europa. Questa è la frontiera d'Europa». E sul centro di accoglienza dove sono stipati centinaia di uomini, donne e soprattutto bambini, alcuni dei quali a notte scorsa hanno dormito sotto la pioggia o nei bus perché sotto ai tetti non c'era posto ha affermato: «Stiamo lavorando per aiutare le persone più bisognose, i superstiti del naufragio, le famiglie con bambini. Le condizioni del centro di accoglienza sono vergognose». Quindi lo scontro, che coinvolge anche le forze della maggioranza, sulla legge Bossi-Fini, che contiene la norma che prevede che i superstiti del naufragio siano indagati per clandestinità, continua a divampare. Rosi Bindi (Pd) afferma che «la riforma della Bossi-Fini sarà il banco di prova per il governo. Avendo assistito - aggiunge - al rinnegamento di molte parti della legge da parte di Fini, questa legge la chiamerei solo la legge Bossi» e chiede al governo di rafforzare i poteri del ministro Kyenge attribuendole nove deleghe». Maurizio Gasparri (Pdl) però, dice: «Cambiare oggi la legge vigente sarebbe un errore e un'illusione al tempo stesso. Ha ragione Alfano. Le porte aperte a tutti non vanno bene». E da Lampedusa, il sindaco Giusi Nicolini, che ha seguito la visita di Kienge, a chi le ricorda le parole del vicesegretario della Lega, Matteo Salvini, secondo cui «la Bossi-Fini si deve cambiare, rendendola più snella, più efficace e più severa» ribatte: «Salvini e gli altri della Lega sono stati lasciati liberi di bestemmiare contro la dignità umana e, purtroppo, non sono stati smentiti in modo adeguato. Vanno spazzati via». «Salvini non sa di cosa parla - aggiunge - ha chiamato clandestini i morti tra cui anche bambini di un anno».