Il Papa invia il suo elemosiniere sull'isola

Lasciamo piangere il nostro cuore. Preghiamo in silenzio». Papa Francesco non cessa di manifestare il suo profondo dolore e la sua vicinanza alle vittime del naufragio di Lampedusa. Ieri all'Angelus ha chiesto alla folla di fedeli in piazza San Pietro di unirsi a lui in una «preghiera silenziosa» per le centinaia di morti della sciagura. E come gesto di presenza personale, ha inviato sull'isola il suo elemosiniere, l'arcivescovo Konrad Krajewski, per portare la sua solidarietà e rendersi conto direttamente delle esigenze umanitarie. «Vorrei ricordare assieme a voi le persone che hanno perso la vita a Lampedusa, giovedì scorso. Preghiamo tutti in silenzio per questi fratelli e sorelle nostri: donne, uomini, bambini», ha detto il Pontefice con voce affranta. Krajewski, polacco, 50 anni, è arrivato sull'isola con l'arcivescovo di Agrigento monsignor Francesco Montenegro. Ha incontrato il parroco don Stefano Nastasi, e ha benedetto sul molo le salme recuperate ieri. «Non sarai un vescovo da scrivania. Ti voglio sapere sempre tra la gente - ha detto papa Francesco affidandogli l'incarico - Dovrai essere il prolungamento della mia mano per portare una carezza ai poveri, ai diseredati, agli ultimi».