«Fernando con Kimi? Sì, può funzionare»
di Davide Casarotto Lui la situazione, quella dei due galli nel pollaio, la conosce già. L'ha vissuta da emergente e la sta vivendo da numero 1 alla Yamaha. Jorge Lorenzo, campione del mondo della MotoGp e compagno di scuderia di Valentino Rossi, racconta com'è la convivenza con un altro big, cercando di fare un parallelo con quanto accadrà l'anno prossimo in Formula 1 alla Ferrari, con Fernando Alonso e Kimi Raikkonen. Lorenzo parla a Castiglione delle Stiviere (Mantova), dove è ospite della Stelirgarda, azienda alimentare alla quale farà da testimonial raccogliendo il testimone da un altro motociclista pluridecorato come Max Biaggi. Molte le domande sul Motomondiale ma c'è anche il tempo di spostare l'attenzione sull'altro Mondiale, quello delle monoposto. «Quando posso seguo la Formula 1 e con particolare interesse le gesta del mio connazionale Fernando Alonso. Ovviamente simpatizzo per la Ferrari che, sono sicuro, nella prossima stagione si rifarà e sarà protagonista». Jorge, lei condivide il box con un altro campione del mondo, Valentino Rossi. Lo stesso avverrà a Maranello nel 2014, quando Alonso avrà come compagno Kimi Raikkonen. È un vantaggio o può essere un boomerang per il lavoro di squadra? «Io penso sia giusto che i piloti migliori arrivino a guidare il mezzo migliore, moto o macchina che sia. Ed è un fattore positivo. Poi è chiaro che diventa controproducente nel momento in cui due compagni di squadra, per una rivalità troppo accesa, arrivano a dare vita a duelli fratricidi, facendo a sportellate e compromettendo le prestazioni». Eventualità che quest'anno non si è mai verificata tra lei e Valentino. «Infatti è una cosa che succede raramente. Valentino è uno fra i piloti più talentuosi della storia e ha dato tanto al motociclismo. Resto convinto che avere due piloti forti nello stesso box in genere è un fattore positivo: sono sicuro che l'anno prossimo la Ferrari, con Alonso e Raikkonen, sarà sempre là davanti». Se Alonso nella corsa al titolo ha trovato sulla sua strada un preciso calcolatore come Sebastian Vettel, lei se la vede con un "sanguigno" come Marc Marquez. «Marquez è un pilota velocissimo e in questa sua prima stagione in MotoGp riesce a guidare sempre al limite, associando a questo stile anche un'impressionante continuità di risultati. Questo c'è da riconoscerglielo. Sulla vicenda di Aragon (il contatto con Daniel Pedrosa, ndr) dico che Marc non ha fatto un errore molto grave. Ma va a sommarsi ad altri episodi avvenuti nel corso della stagione che dovrebbero farlo riflettere». Simile, sempre continuando il parallelo con Alonso, la sua situazione in classifica. Anche se lei ha ancora qualche chance di ricucire il gap rispetto al leader Marquez. «È molto dura anche per me, 39 punti in quattro gare da recuperare sono tanti se non succede qualcosa. Ovviamente non mi auguro che Marc cada, ma magari può intervenire qualche guasto meccanico, chissà. Per questo non mollo e continuerò ad applicare la strategia di gara che meglio mi riesce: partire veloce fin dalla prima curva beneficiando del feeling che riesco ad avere subito dopo il via con moto e pneumatici. È il mio punto di forza». Si può azzardare anche un paragone tecnico. Ferrari inferiore a Red Bull come Yamaha inferiore a Honda? «La Yamaha è una moto competitiva perché quest'anno ha vinto ben sei gare. Da Misano abbiamo il cambio nuovo e abbiamo fatto ulteriori progressi. Certo la Honda è un avversario tosto e sappiamo che possiamo e dobbiamo migliorare per arrivare al loro livello». ©RIPRODUZIONE RISERVATA