Pdl contro Renzi "l'asfaltatore"

ROMA Renzi, nei panni dell'asfaltatora, indigna il Pdl che va all'attacco del sindaco accusato di tramare per andare al voto. Mentre nel Pd si continua a litigare in previsione dell'Assemblea nazionale di venerdì, che dovrà fissare data e regole del congresso del partito, il rottamatore finisce nel mirino di tutto il Pdl. «Renzi esce alla scoperto vuole asfaltarci», accusa Daniela Santanchè. Seguita a ruota da Renato Schifani e Sandro Bondi. «E' più fazioso di Rosy Bindi e più tracotante di D'Alema», avverte Bondi mentre il capogruppo Pdl al Senato approfitta della previsione di una vittoria elettorale di Renzi per certificare: è il Pd che vuole votare perché il sindaco teme di perdere il treno per Palazzo Chigi. Critiche che non preoccupano Matteo Renzi che ieri ha presentato nella sua Firenze il libro dello stilista Cavalli e prima ha incontrato a Milano Pisapia. «Capiamo il terrore del Pdl di fronte alla prospettiva delle elezioni ma stiano sereni: Matteo ha detto che sosterrà il governo e che la crisi non si farà», assicura il renziano Dario Nardella. A largo del Nazareno però è il futuro congresso a tenere banco nei conciliaboli. Le posizioni tra renziani e bersaniani restano molto distanti su quasi tutto. E anzi si sarebbero acuite dopo l'incontro della scorsa settimana tra Renzi e Guglielmo Epifani. A dividere i democratici non è l'ipotesi del voto anticipato. Una parte dei maggiorenti del partito che non vuole che Renzi diventi segretario e automaticamente candidato premier starebbe lavorando a far votare in assemblea una specie di «salvaguardia di garanzia» per stabilire che, se ci saranno le elezioni, venga congelato il congresso per dare spazio alle primarie per la premiership. Un'ipotesi giudicata surreale dai renziani che chiedono a Epifani di convocare subito il congresso. Ma non è l'unico elemento ancora da chiarire. Renzi, tramite Lorenzo Guerini, per evitare di essere imbrigliato nei rituali degli apparati chiede di accorciare i tempi e quindi di fare prima il congresso nazionale e solo in un secondo momento i congressi regionali. Ma i dirigenti vicini all'ex segretario Bersani di invertire una prassi sempre seguita fino a qui non ci pensano neanche. «C'era già stata una mediazione, ora viene tutto messo di nuovo in discussione, allora noi torniamo a chiedere che votino solo gli iscritti», avverte Nico Stumpo. E prima di venerdì toccherà a Gianni Cuperlo presentare in una manifestazione tutti gli uomini che sosterranno la sua corsa alla segreteria.(m.b.)