«La mia gara estrema sul tracciato della morte»
GODIASCO L'avventura di Daniele Giacobone al Tor des Geants è durata 24 ore, il tempo per coprire 80 chilometri. Il podista estremo di Godiasco si è fermato per un problema muscolare pochi chilometri dopo il punto in cui ha perso la vita Yuan Yang, maratoneta cinese caduto nella più estrema delle gare in montagna, 330 chilometri sulle Alte Vie della Valle d'Aosta per un totale di 24mila metri di dislivello. Tre Everest uno sopra l'altro. Il racconto di Giacobone è quello di una gara al limite delle possibilità umane. «Avevo qualche dubbio già alla partenza per una infiammazione ai gemelli della gamba destra – commenta il primo pavese in gara – mi sono infortunato in una gara in collina a Santa Maria della Versa poco prima della partenza. In salita andavo bene, in discesa invece soffrivo le pene dell'inferno. Quando sono arrivato al check point mi ha visitato un medico del soccorso alpino, che mi ha prospettato l'ipotesi, nel caso avessi voluto finire la gara, di fermarmi per un anno. Allora ho deciso di ritirarmi». Giacobone ha corso con due bastoncini da trekking, con cui si aiutava, specie nella discesa. «Le salite erano durissime, ma non avvertivo nessun dolore, scendendo, invece, zoppicavo vistosamente – sottolinea Daniele – tanto che chi mi arrivava da dietro mi chiedeva se avevo bisogno e se fossi caduto, ma era il dolore che mi faceva camminare storto. Nelle 24 in cui è durata la mia competizione, mi sono fermato un'ora in un rifugio per cambiarmi: il problema maggiore della prima giornata è stato il maltempo. La notte del sabato precedente alla partenza ho dormito in una mansarda ed ha piovuto forte. Siamo partiti alle 10 della mattina sotto la pioggia battente, abbiamo trovato la grandine a 2000 metri e durante la notte ha anche nevicato. Lunedì mattina, però, è spuntato il sole. E allora perchè non siamo partiti 24 ore dopo? Per gli sponsor? Per la televisione? Per noi sarebbe stata la stessa cosa, anzi probabilmente non ci sarebbe neppure stato il morto». Giacobone è transitato prima che il cinese Yuan Yang, di 43 anni, cadesse e morisse lungo un sentiero nella zona del Lac du Fond, sotto al colle della Crosatie in Valgrisenche a circa 2.600 metri di altitudine. «Era un tratto molto pericoloso e scivoloso – commenta Daniele – reso ancora peggiore da pioggia e neve. E' vero che ci può essere anche un po' di spregiudicatezza da parte dei concorrenti, ma sul pietrisco, di notte, in quelle condizioni era facile scivolare. Tra l'altro, nonostante le autorità fossero state avvertite nessuno se l'è sentita di interrompere la corsa, mentre sarebbe stato giusto farlo. Oltre al cinese deceduto, ci sono stati anche un grave infortunio ad un concorrente francese, un caso di ipotermia ed altre gravi situazioni». Maurizio Scorbati