Erano già finiti nel mirino gli assegni di invalidità

PAVIA L'Inps aveva già avviato verifiche dopo il caso degli impiegati dell'Asl che avevano creato pratiche fittizie e spinto l'ente di previdenza a erogare prestazioni a chi non ne aveva diritto. In quel caso, però, si trattava di assegni di invalidità che, secondo l'inchiesta della procura di Pavia, erano stati percepiti, in assenza dei requisiti, da parenti di beneficiari defunti o da semplici conoscenti. Per quella vicenda (le indagini risalgono a due anni fa) devono ancora essere processati per il reato di truffa e corruzione quattro impiegati dell'Asl di Pavia: Guiduccia Massolini, di Torre d'Isola, Raffaela Barbieri, di San Genesio, Mauro Moroni, di Bereguardo, e Maria Grazia Cotroneo, di Milano. Gli impiegati dell'Asl (tre sono stati condannati dalla Corte dei conti a restituire i soldi allo Stato) hanno chiesto di patteggiare (ad eccezione di Moroni, che per il momento ha deciso di difendersi in un processo pubblico) e si attende che venga fissata l'udienza preliminare. In quella sede il gip valuterà la richiesta degli impiegati, ma anche la posizione di 43 beneficiari degli assegni: parenti dei dipendenti dell'Asl ma anche semplici conoscenti che avrebbero intascato cifre da mille euro fino a 25mila senza avere i requisiti. Finora 14 persone hanno chiesto di patteggiare. Devono tutti rispondere di truffa e alcuni di loro anche di corruzione: avrebbero fatto regali o dato cifre di denaro agli impiegati per ottenere quegli assegni, pur consapevoli di non averne diritto. A queste persone e agli stessi impiegati dell'Asl, l'Inps aveva inviato nei mesi scorsi lettere di diffida chiedendo la restituzione degli assegni. Una parte degli indagati ha risposto, ridando indietro il denaro, ma altre persone mancano ancora all'appello. La richiesta di restituzione dei soldi è indipendente dalla possibilità che l'Inps si costituisca parte civile negli eventuali processi che nasceranno dall'inchiesta e che potrebbero svolgersi in autunno. L'ente, infatti, pur non essendo stato toccato direttamente dall'inchiesta della magistratura, ritiene di avere subito comunque un danno dalle indagini. I carabinieri, dopo gli arresti degli impiegati dell'Asl, avviarono infatti verifiche anche all'Inps, per capire se vi fossero stati impiegati infedeli anche all'ente di previdenza. Allo stesso modo è quasi certa la costituzione di parte civile dell'Asl, che potrebbe chiedere il risarcimento per il danno di immagine subito con l'indagine sui propri impiegati. (m. fio.)